Yemen: drone “iraniano” contro Taiz

Pubblicato il 12 luglio 2019 alle 15:47 in Medio Oriente Yemen

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Il governo yemenita, l’11 luglio, ha reso noto un attacco per mezzo di un drone contro la città yemenita di Taiz, situata nel Nord-Ovest del Paese. Il drone, abbattuto dalle forze del governo, è stato lanciato dai ribelli sciiti Houthi.

Secondo fonti militari, tale drone stava portando a termine una missione di ricognizione sulle aree dell’esercito del governo yemenita, in particolare sui campi di difesa aerea, situati nell’area montuosa Nord-occidentale, nei pressi della città di Taiz. Fonti ufficiali dell’esercito hanno poi rivelato, in seguito all’esame del relitto del drone, che quest’ultimo è stato fabbricato in Iran.

Uno degli ultimi attacchi contro Taiz si era verificato il 31 ottobre 2018, quando le forze dell’esercito yemenita avevano abbattuto 2 droni militari di provenienza Houthi, il primo nell’Ovest della città, il secondo nel Sud. Tuttavia, negli ultimi tempi, le milizie Houthi hanno intensificato l’uso di dispositivi esplosivi e di ricognizione.

Secondo un rapporto del Comitato di esperti delle Nazioni Unite, si tratta di un insieme di componenti fabbricate all’estero ed esportate in Yemen. Lo stesso rapporto ha rivelato che i droni di tipo Qasef e Mohajer, di provenienza Houthi, hanno alcune caratteristiche in comune nel design, dimensioni e capacità operative di HESA Ababil, un veicolo aereo fabbricato da un’azienda iraniana.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. Gli ultimi dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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