L’Iran ordina alla Gran Bretagna il rilascio immediato della sua petroliera

Pubblicato il 12 luglio 2019 alle 16:50 in Iran UK

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L’Iran ha chiesto alla Gran Bretagna di rilasciare immediatamente la petroliera che la Marina Reale inglese aveva sequestrato il 5 luglio in seguito ai sospetti che stesse violando le sanzioni europee trasportando petrolio in Siria. “Questo è un gioco pericoloso e avrà delle conseguenze. I pretesti legali per la cattura non sono validi. Il rilascio della petroliera è nell’interesse di tutti i Paesi”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, all’agenzia di stampa nazionale IRNA. Teheran ha altresì minacciato misure severe se la petroliera non dovesse essere rilasciata.

Giovedì 11 luglio, la Gran Bretagna aveva denunciato il tentativo di blocco di una petroliera inglese da parte di 3 imbarcazioni iraniane mentre tentava di attraversare lo Stretto di Hormuz. I vascelli si sarebbero fermati una volta vista la nave da guerra della Marina Reale. L’Iran, da parte sua, ha negato l’episodio.

L’evento scatenante le tensioni è stato la cattura della petroliera iraniana Grace 1, bloccata nella mattinata del 5 luglio dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria.  L’equipaggio della petroliera è stato interrogato dalle autorità inglesi per stabilire la natura del carico e la sua destinazione finale. I 28 membri dell’equipaggio, principalmente indiani con alcuni pachistani e ucraini, sono rimasti a bordo dell’imbarcazione durante le indagini. John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha applaudito l’intercettazione della superpetroliera. “Ottime notizie: il Regno Unito ha bloccato la superpetroliera Grace 1 carica di greggio iraniano diretto verso la Siria in violazione delle sanzioni dell’UE”, ha scritto Bolton su Twitter, il giorno stesso. Il portavoce iraniano Mousavi ha accusato la Gran Bretagna di aver sequestrato la petroliera sotto la pressione degli Stati Uniti. “Tali misure illegali potrebbero aumentare le tensioni nel Golfo Persico”, ha detto all’IRNA.

Se fosse confermato che il greggio trasportato è iraniano, il tentativo di consegna in Siria rappresenterebbe anche una violazione delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio iraniane. I dati di mappatura, riferiti dal quotidiano Al-Jazeera English, mostrano che la nave ha percorso un itinerario molto lungo, circumnavigando l’Africa, invece di attraversare il Canale di Suez, in Egitto. Le precedenti informazioni disponibili sull’imbarcazione Grace 1 risalivano a dicembre, quando la nave si trovava in Iraq. Questa è poi ricomparsa nei pressi del porto iraniano di Bandar Assaluyeh, a pieno carico.

Le sanzioni dell’UE contro la Siria sono state adottate il primo dicembre 2011 e sono soggette a revisioni annuali. Altri pacchetti di sanzioni includono un embargo sul petrolio siriano, restrizioni agli investimenti e un blocco delle attività delle banche centrali siriane all’interno dell’Unione Europea. Le conseguenze delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea sulla Siria rappresentano un ostacolo importante alla ricostruzione dello Stato mediorientale, poiché impediscono a terzi di investire nel Paese e contribuirne alla rinascita.

La Gran Bretagna, inoltre, fa parte degli Stati che hanno sottoscritto l’accordo sul nucleare del 14 luglio 2015. L’intesa prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali imposte alla Repubblica Islamica, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Ciononostante, il presidente americano Donald Trump ha deciso di recedere unilateralmente dal patto, l’8 maggio, e ha reimposto le sanzioni sul Paese. Nel maggio 2019, Washington ha altresì inasprito le relazioni con Teheran, vietando a tutti Paesi e a tutte le compagnie di importare petrolio iraniano, minacciando in caso contrario l’esclusione dal sistema finanziario mondiale. In risposta, l’Iran ha cominciato a violare le disposizioni dell’accordo nucleare e ha iniziato ad arricchire l’uranio oltre i limiti fissati nel 2015.

La cattura della petroliera iraniana giunge dunque in un momento di massima tensione. Washington ha altresì deciso di inviare truppe aggiuntive nella regione per fronteggiare un possibile intervento di Teheran. Il portavoce Mousavi ha però ribadito: “Le potenze straniere devono lasciare il Medio Oriente perché i Paesi regionali sono in grado da soli di garantire la sicurezza dell’area. L’Iran ha più volte espresso la sua disponibilità a intraprendere colloqui con i suoi vicini per appianare i contrasti e risolvere le dispute”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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