Argentina: aumenta la conflittualità tra governo e sindacati

Pubblicato il 12 luglio 2019 alle 9:36 in America Latina Argentina

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In Argentina lo scontro tra il governo e gli uomini d’affari, da una parte, e il sindacalismo schierato con il kirchnerismo, dall’altra, si va intensificando man mano che si surriscalda il clima da campagna elettorale. 

Il primo ad alludere al problema dei conflitti sindacali che si è sviluppato negli ultimi giorni è stato il presidente Mauricio Macri. In un’anteprima di un’intervista rilasciata alla CNN, Macri ha attaccato Hugo Moyano, segretario generale del principale sindacato argentino, la Confederazione Generale del Lavoro (CGT) dal 2004 al 2012 e da allora guida di una fazione dissidente della stessa confederazione. “Quando incassa quello che incassa per il suo sindacato, a destra e a sinistra, quello che fa è lasciare molte persone senza lavoro”  – ha attaccato il presidente.

Moyano non è l’unico leader sindacale menzionato nell’intervista televisiva del presidente. Anche Sergio Palazzo, capo del sindacato dei bancari e uno dei membri del sindacato più vicini a Cristina Kirchner è stato bersaglio delle critiche del presidente. “Palazzo è un prepotente che vuole bloccare un sistema che migliora il servizio alle persone perché si oppone alla tecnologia ora disponibile, ora ci sono persone in queste nuove piattaforme digitali che possono gestire i loro soldi on-line e tutti paghiamo elettronicamente” – ha detto Macri.

Con queste parole il Capo dello Stato è entrato nello scontro tra il sindacato di Palazzo e la piattaforma web Mercado Pago, di proprietà di Mercado Libre, dell’imprenditore Marcos Galperín. Palazzo afferma che i suoi lavoratori devono essere inquadrati come impiegati di banca con l’argomento che la piattaforma di pagamento fa affari finanziari. “Voglio essere il Moyano del sistema finanziario” – ha detto Palazzo quando ha lanciato l’offensiva sindacale contro Mercado Pago.

“L’Argentina sta diventando un paese dove tutti pagano tutto con il cellulare, e il governo appoggerà l’innovazione contro l’atteggiamento da bullo di persone come Palazzo” – ha detto Macri.

Macri ha attaccato anche Pablo Biró, capo della gilda dei piloti di aerei. Biró è un kircherista radicale, che ha ripetutamente espresso la sua intenzione di danneggiare il governo e che la scorsa settimana, all’inizio di una lunga vacanza nel paese, ha organizzato proteste “contro la politica commerciale di Macri” senza indicare nessun motivo specifico, bloccando negli aeroporti migliaia di passeggeri.

Su Biró, il presidente ha detto che “dovrebbe vergognarsi di quello che fa”. “C’è il 90% degli argentini che non vola frequentemente, nonostante la rivoluzione del collegamento aereo, perché devono pagare a Biró e al suo sindacato tutti i privilegi e le inefficienze che costano miliardi di pesos al mese” – ha attaccato il presidente, che ha spiegato: “Aerolineas Argentinas (la compagnia di bandiera) oggi costa, ai milioni di argentini che non volano, più di 2 miliardi di pesos al mese, e questo signore, opponendosi alla creazione di altre compagnie aeree, impedisce che questi soldi vengano spesi per migliorare l’istruzione, portare fogne e acqua potabile alle persone che non le hanno”.

Le aspre dichiarazioni del Presidente hanno generato una dura risposta sindacale. La Corrente Federale dei Lavoratori della CGT, guidata da Palazzo, in una dichiarazione, ha affermato che Palazzo e Biró sono “vittime selezionate di una furiosa campagna di aggressioni governative, economiche e dei media”. Moyano ha invece affermato che “Macri vuole distruggere i sindacati affinché smettano di proteggere i lavoratori”.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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