UK: Iran ostacola una petroliera britannica. Teheran nega

Pubblicato il 11 luglio 2019 alle 9:19 in Iran UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Gran Bretagna ha dichiarato, giovedì 11 luglio, che tre navi iraniane hanno cercato di ostacolare la nave britannica Heritage, situata nello Stretto di Hormuz.

La notizia, riportata da un portavoce del governo britannico, è stata negata dall’Iran. Secondo quanto dichiarato, la HMS Montrose, una fregata commerciale della Marina britannica, si è posizionata tra le tre navi iraniane e la petroliera britannica, lanciando un segnale di avvertimento e portando all’allontanamento delle imbarcazioni di Teheran.

Il portavoce inglese ha definito le operazioni da parte iraniana “contrarie al diritto internazionale”. Dal canto suo, il governo britannico ha espresso la propria preoccupazione in merito ed ha esortato le autorità iraniane coinvolte a mitigare la situazione. Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha, invece, affermato che l’accusa rivolta dal Regno Unito verso l’Iran è senza valore.

L’accaduto giunge in seguito al rifiuto da parte delle Guardie della Rivoluzione iraniane delle accuse rivolte da parte americana, il 10 luglio, secondo cui l’Iran ha detenuto una petroliera britannica nel Golfo. Nello specifico, secondo quanto dichiarato da alcuni funzionari statunitensi, 5 imbarcazioni, presumibilmente appartenenti alle Guardie della Rivoluzione iraniane, si sono avvicinate a una petroliera britannica situata nel Golfo, chiedendo di fermarsi nelle acque territoriali nei pressi della propria posizione. Tuttavia, dopo l’avvicinamento di un’altra fregata britannica, le imbarcazioni iraniane si sono allontanate.

Tali incidenti si inseriscono in un quadro più ampio, in cui inserire altresì un altro accaduto. Il 4 luglio scorso, la petroliera iraniana Grace 1 è stata bloccata dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. L’accusa è di aver violato, con il trasferimento di petrolio in Siria, le sanzioni imposte dall’Unione Europea.

A tal proposito, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha dichiarato che vi saranno conseguenze per il Regno Unito, sebbene abbia definito tale Paese “impaurito” e “senza speranze”. Anche il ministro della Difesa iraniano, Amir Hatami, aveva precedentemente promesso che il proprio Paese avrebbe risposto al sequestro della petroliera al largo delle coste di Gibilterra, trattandosi di un’azione non tollerabile.

Le relazioni tra il Regno Unito e l’Iran si sono inasprite negli ultimi tempi. Ciò è accaduto soprattutto in seguito alle affermazioni da parte britannica, secondo cui l’Iran è tra i responsabili dell’attacco del 13 giugno a due petroliere situate nel Golfo di Oman. Inoltre, il governo britannico sta facendo pressioni sull’Iran per il rilascio di una madre iraniana-britannica, Nazanin Zaghari-Ratcliffe, in carcere dal 2016 con l’accusa di spionaggio. Accuse, queste, negate.

Nell’ultimo periodo, lo scenario geopolitico ha assistito all’imposizione di sanzioni statunitensi contro l’Iran e alle relative conseguenze. Inoltre, il 2 maggio scorso, gli Usa si sono rifiutati di cancellare le esenzioni per gli acquirenti di petrolio dall’Iran, con l’aspettativa che le esportazioni iraniane si sarebbero ridotte a zero nel breve periodo. In particolare, Washington ha messo in guardia i Paesi importatori di greggio iraniano su possibili sanzioni nel caso di accordi con Teheran.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.