Massacro in Papua Nuova Guinea: uccisi donne e bambini

Pubblicato il 11 luglio 2019 alle 11:30 in Asia Papua Nuova Guinea

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Almeno 24 sono le persone rimaste uccise in un’ondata di violenza tribale nella provincia di Hela, in Papua Nuova Guinea. Le regioni occidentali del Paese sono frequentemente interessate da scontri tra tribù locali, ma l’afflusso di armi automatiche ha di recente reso le aggressioni più letali. Tra le vittime dei combattimenti avvenuti negli ultimi giorni ci sono altresì diversi bambini e donne incinte.

L’ultimo massacro si è verificato lunedì 8 luglio, quando alcuni uomini armati hanno assalito il villaggio di Karida, circa 630 km a Nord-Ovest della capitale, Port Moresby. È quanto ha riferito l’amministratore della provincia di Hela, William Bando, all’agenzia di stampa Agence France Press. Le ragioni specifiche che si nascondono dietro l’aumento delle violenze non sono del tutto note, ma gli scontri tra tribù indigene sono molto comuni, soprattutto nelle zone più remote della povera, ma ricca di risorse, nazione dell’Oceano Pacifico. Sembrerebbe che le recenti stragi siano state scatenate dal controllo sul territorio del Monte Kare, ritenuto ricco di oro. Il primo attacco era stato compiuto domenica 7 luglio e a questo aveva fatto seguito una catena di sanguinosi atti di vendetta. Il numero complessivo dei morti potrebbe essere più elevato.

“È una storia molto triste”, ha detto il governatore della provincia di Hela, Philip Undialu. “È stata una rappresaglia per un attacco precedente, è stato un episodio improvviso”, ha aggiunto l’uomo, confermando che il numero di morti accertati per il momento si attesta a 24. “Entrambi gli attacchi sono stati compiuti in una comunità innocente, dove le persone non si aspettavano tutto questo e tutti noi siamo in uno stato di shock”, ha infine dichiarato all’agenzia di stampa Reuters Undialu.

Il primo ministro, James Marape, ha detto che è alla ricerca dei responsabili e ha chiarito che essi saranno puniti severamente. “Criminali, il vostro tempo è scaduto”, ha dichiarato pubblicamente, e ha aggiunto: “Non ho paura di usare le misure più severe previste per criminali che hanno ucciso persone innocenti”. Marape ha infine ricordato come la pena di morte nel Paese sia “già legge”.  

Marape, diventato primo ministro il 30 maggio 2019, ha detto che la mancanza di polizia sul campo è un problema importante in una regione che da anni è alle prese con la violenza, spesso provocata da dispute sulla distribuzione della ricchezza e delle risorse.

ExxonMobil Corp gestisce un impianto di trasformazione del gas naturale nella provincia e ha interrotto la costruzione di un gasdotto lo scorso anno a causa di disordini locali. Exxon ha chiarito che l’attacco di lunedì è avvenuto al di fuori delle sue aree operative e non era legato al suo progetto. Barrick Gold Corp e China’s Zijin Mining, invece, gestiscono la miniera d’oro di Porgera, in una provincia vicina.

Numerose sono le comunità locali che stanno ancora beneficiando degli aiuti umanitari internazionali, i quali hanno iniziato a essere inviati in seguito a un terremoto di magnitudo 7,5. La scossa, avvertita dalla popolazione il 26 febbraio 2018, e il cui epicentro è stato localizzato a 10 chilometri a ovest della città di Komo, nella provincia di Hela, ha ucciso oltre 100 persone, mettendo in ginocchio le finanze statali e le risorse di uno dei Paesi più conosciuti in quanto a turismo esotico, ma più indigenti in termini economici. La Papua Nuova Guinea è la località più povera dell’Oceania, e una delle nazioni più povere su scala globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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