Marocco: ostacolati più di 40.000 migranti irregolari

Pubblicato il 11 luglio 2019 alle 11:13 in Immigrazione Marocco

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Le forze di sicurezza marocchine hanno bloccato più di 40.300 migranti irregolari nella prima metà del 2019.

A rivelarlo, il responsabile per l’immigrazione ed il controllo delle frontiere presso il Ministero dell’Interno, Khalid Zerouali, il quale ha dichiarato che il flusso di migranti continua ad essere ingente, nonostante i continui sforzi sia da parte marocchina sia spagnola. Tuttavia, la cifra attualmente registrata, rappresenta un aumento del 25% rispetto allo stesso periodo del 2018, in cui la cifra ammontava a 88,761. A tal proposito, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), da gennaio a giugno 2019 i migranti irregolari giunti in Spagna, provenienti dal Marocco, ammontano a 12.053. Lo stesso periodo del 2018 ne contava, invece, 26.890.

Zerouali ha spiegato che le operazioni di monitoraggio al confine hanno contribuito notevolmente a ridurre la pressione migratoria. Queste hanno visto una solida cooperazione fruttuosa tra la Spagna e il Marocco. A tal proposito, secondo i dati del Ministero dell’Interno spagnolo, circa 10.475 migranti hanno raggiunto le coste spagnole alla fine del mese di giugno scorso e tale dato riporta un calo del 27,4% rispetto alle cifre registrate lo scorso anno. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare per rafforzare e sostenere le misure adottate, sebbene da parte spagnola la pressione sia diminuita. Al momento, numerosi migranti irregolari stanno cercando di abbandonare il Sud di Casablanca per dirigersi altrove, in particolare verso le Isole Canarie, passando per le coste tra le città di Agadir e Dakhla.

Da parte sua, il Marocco si è assunto la piena responsabilità delle proprie acque territoriali ma, a detta di Zerouali, il governo dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla lotta ai trafficanti di essere umani, che rappresentano una seria minaccia per i migranti. In particolare, la pressione delle forze di sicurezza contro i contrabbandieri nel Nord del Paese ha, in realtà, aperto nuovi fronti nel Sud del regno e le reti di trafficanti si stanno sviluppando sempre di più.

Un portavoce del governo marocchino, Mustapha El Khalfi, nel mese di maggio scorso, aveva dichiarato che il calo del numero dei migranti irregolari nel Paese dimostrava come gli sforzi profusi dal Paese, nell’ambito del contrasto alla migrazione irregolare e alle reti di trafficanti attive nell’area e nell’asse Spagna-Marocco, avessero avuto successo.

Negli ultimi tempi, il Marocco ha acquisito una nuova posizione che vede il Paese al centro dei negoziati in Europa. Allo stesso tempo, Rabat ha invitato l’UE a sostenere il regno e ad intensificare e rafforzare la cooperazione tra le due parti. In tale quadro, il Ministero dell’Interno spagnolo, nel mese di giugno scorso ha promesso al Marocco lo stanziamento di 26 milioni di euro per sostenere gli sforzi profusi per contrastare il flusso di migranti irregolari diretti in Europa. La Spagna ha altresì rappresentato un megafono per il Marocco al tavolo delle discussioni in ambito europeo, in cui ha evidenziato come il contributo finanziario dell’Unione Europea non sia sufficiente a porre fine al problema.

Nel 2018, il Marocco è divenuto il punto di partenza principale per i migranti diretti verso l’Europa, superando la Libia, dove il sostegno dell’Unione Europea alle autorità della Guardia Costiera ha portato ad un miglioramento significativo della questione. Il regno maghrebino dista solo 14 km dalla costa spagnola e condivide i propri confini con due enclave poste a Nord, anch’esse spagnole, Ceuta e Melilla. Queste ultime sono circondate da una rete con filo spinato alta 6 metri. Il governo marocchino si sta adoperando per costruire un’ulteriore barriera di 3 metri all’interno del proprio territorio al confine con Ceuta, con l’obiettivo di ostacolare il passaggio al confine.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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