Iraq: sequestrati server dell’ISIS

Pubblicato il 11 luglio 2019 alle 16:07 in Iraq Medio Oriente

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I servizi di intelligence iracheni, il 10 luglio, hanno annunciato di aver sequestrato 142 dispositivi appartenenti allo Stato Islamico, utilizzati per fini mediatici.

In particolare, come rivelato dai servizi di Intelligence nazionali, i server sequestrati sono stati utilizzati dall’ISIS per diffondere contenuti mediatici tra i civili, nelle strade di nelle strade di Mosul, Tal Afar e nel resto della provincia di Ninive. Nello specifico, i contenuti trasmessi riguardavano i crimini commessi dall’organizzazione terroristica contro i cittadini, con l’obiettivo di diffondere paura e terrore.

L’inizio della presenza dell’ISIS risale al 2014, con l’inizio di un’ampia offensiva in Siria e in Iraq. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti.

Più di 100.000 membri delle forze irachene e delle Forze di Mobilitazione Popolare, oltre a Peshmerga e diverse tribù, sostenuti dalla coalizione internazionale a guida statunitense e dalle unità speciali delle Guardie della Rivoluzione e della forza paramilitare Basij, entrambe iraniane, hanno partecipato alla guerra contro lo Stato Islamico a Mosul.

Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS. In tale data, dopo tre anni di battaglie, il primo ministro dell’Iraq in carica, Haider al-Abadi, ha comunicato che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad. Diversi dati dimostrano che il califfato autoproclamato rimane ancora una minaccia per il Paese, nonostante il 30 aprile il primo ministro iracheno, Adel Abdul Mahdi, abbia dichiarato che le capacità dell’Isis “sono notevolmente ridotte”.

Tra gli ultimi attacchi, il 9 luglio alcune esplosioni di mortaio hanno colpito la città irachena di Shirqat, situata nel Nord del Paese. In tale occasione, il colonnello della polizia della città, Khalil Sahan, ha dichiarato che i combattenti dello Stato Islamico si nascondono tra le montagne di Makhoul e usano quei territori come base di lancio per i propri attacchi.

Di fronte allo scenario di una minaccia islamica ancora attiva, il premier iracheno, il 10 luglio, ha dichiarato che l’esercito ha lanciato un’operazione militare su vasta scala contro l’ISIS, con il fine di espellere i militanti terroristici dal confine tra Siria e Iraq. A tal proposito, Mahdi ha affermato che lo Stato Islamico è ancora presente nell’area ma non avrà la possibilità di “stabilizzarsi”. Pertanto, le operazioni continueranno per diversi giorni e sarà il “desiderio di vittoria” a garantire sicurezza nelle province dell’Iraq occidentale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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