Argentina: il governo punta a una crescita del 5% per le elezioni

Pubblicato il 11 luglio 2019 alle 10:44 in America Latina Argentina

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L’economia ha toccato il fondo e ha iniziato a girare positivamente. Questa è l’idea che cerca di trasmettere dal Ministero delle Finanze di Buenos Aires, non senza un occhio al voto presidenziale del 27 ottobre, ma è una visione condivisa da sempre più analisti del settore privato. Il cambio di scenario potrebbe addirittura generare un effetto del tutto impensabile fino a un paio di mesi fa: l’economia potrebbe finire per crescere marginalmente nel 2019, in contrasto con i calcoli fatti dal governo stesso e persino dal Fondo monetario internazionale.

Negli uffici del governo si stanno correggendo i  calcoli su come si evolverà il 2019. L’ultima stima è che la caduta sarà dello 0,8%, con un primo trimestre pessimo (secondo l’Indec la caduta era del 5,7%), un secondo trimestre più equilibrato e un recupero inter-annuale molto più evidente negli ultimi due trimestri. 

Uno studio dell’economista indipendente Orlando Ferreres suggerisce che la ripresa sarà un po’ più energica. Il che permetterebbe all’Argentina di non chiudere l’anno in recessione, dal momento che prevede un aumento del PIL di circa lo 0,4%, o, nel peggiore dei casi, che finisce con aumento nullo. Almeno non in perdita. Forse l’unica condizione inevitabile per questo scenario è che l’inflazione mantenga la sua tendenza al ribasso iniziata lo scorso aprile, poiché ciò consentirà il graduale recupero del potere d’acquisto della popolazione e quindi del consumo.

Oltre al calo dell’inflazione e al rimbalzo dei consumi, la ripresa attesa alla fine dell’anno risente anche della base di confronto: l’ultimo trimestre del 2018 è stato il peggior momento della crisi generato dalla svalutazione del peso iniziata da aprile 2018.

All’interno di questo calcolo, il miglioramento diventa molto più evidente nel quarto trimestre. L’espansione di quel periodo potrebbe addirittura superare il 5%La stampa sottolinea che, ovviamente, si tratta di un confronto con il peggior momento della crisi, l’ultimo trimestre del 2018, ovvero quando è stato “toccato il fondo” dell’attività economica del paese.

I fattori che favorirebbero la ripresa economica sono diversi: nel secondo trimestre del 2019 ha sostanzialmente fatto da traino uno dei settori chiave dell’economia argentina, l’agricoltura, con un’espansione tra il 40% e il 50% rispetto al 2018, caratterizzato da forte siccità. Un altro settore che ha trovato l’equilibrio (ha smesso di perdere) è quello energetico, grazie alle estrazioni del giacimento di Vaca Muerta. Per il terzo trimestre l’edilizia e la costruzione assumeranno maggiore importanza, dopo che a giugno ha subito un rallentamento a causa del numero limitato di giorni lavorativi e delle continue piogge. Nel quarto trimestre, poi, sarà il momento della crescita dei consumi.

Se per un paio di mesi il dollaro rimane tranquillo e una bassa inflazione cambia l’umore delle persone, questa tendenza si approfondirà molto fino ad ottobre, grazie a migliori notizie economiche” – ha affermato un alto funzionario delle finanze, che, come tutto il governo, guarda non a fine anno, ma al voto di ottobre.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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