Salvini e il caso del file audio sul denaro russo

Pubblicato il 10 luglio 2019 alle 17:58 in Italia Russia

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Il sito d’informazione statunitense BuzzFeed ha pubblicato una testimonianza audio sull’incontro, avvenuto il 18 ottobre 2018, tra alcuni uomini vicini al ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini ed esponenti del Cremlino. Secondo la trascrizione del file riportata dal sito, 6 uomini, 3 russi e 3 italiani, discutono sul modo di incanalare decine di milioni di dollari da Mosca al partito del viceministro. L’incontro segreto si era tenuto nell’Hotel Metropole della capitale russa e, se confermata, la ricostruzione di BuzzFeed potrebbe essere la prima prova di un presunto finanziamento clandestino del Cremlino ad un partito nazionalista europeo.

Nell’audio si sente uno degli uomini di Salvini, presumibilmente Gianluca Savoini, ex portavoce del ministro, ripetere più volte: “Noi vogliamo cambiare l’Europa, vogliamo un’Europa nuova che sia più vicina alla Russia perché vogliamo ottenere la nostra sovranità”. Durante l’incontro, durato circa un’ora e un quarto, la controparte italiana avrebbe altresì discusso con gli investitori russi un accordo sul petrolio. Il patto dovrebbe coinvolgere una compagnia petrolifera di Mosca incaricata di vendere almeno 3 milioni di tonnellate di greggio all’italiana Eni, entro un anno, per un valore di 1,5 miliardi di dollari. 65 milioni di dollari, risultanti da questa transazione, sarebbero poi finiti, secondo BuzzFeed, nelle casse della Lega.

I russi presenti all’incontro non sono stati identificati ma si presume che si tratti di alti esponenti del Cremlino, i quali dicono, nell’audio, di sperare in un “via libera” all’iniziativa da parte del partito del presidente Putin. Durante la discussione, si sente uno degli italiani dire: “È molto semplice. La pianificazione fatta dai nostri uomini politici è stata che, dato un 4% di sconto, 250.000 (tonnellate) più 250.000 al mese per un anno, possono sostenere una campagna”. Poco dopo, un altro italiano afferma: “Avremo problemi con l’antiriciclaggio”.

Rimane incerto se l’accordo sia andato avanti e se la Lega abbia ricevuto fondi dagli investitori russi. In ogni caso, qualora ci fosse stato effettivamente un finanziamento non si tratterebbe della prima volta che un politico di estrema destra accetti denaro dai russi. Il caso più eclatante è stato quello di Marine Le Pen, leader del partito Raggruppamento Nazionale, che aveva preso nel 2014 circa 11 milioni di euro di prestiti dalle banche russe.

Alla notizia dell’audio, Salvini ha replicato: “Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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