Qatar e USA: nuovi accordi in materia di difesa ed energia

Pubblicato il 10 luglio 2019 alle 10:42 in Qatar USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, dopo i loro colloqui tenutisi alla Casa Bianca, il 9 luglio. I due Paesi hanno sottolineato che lo stretto rapporto strategico e in materia di difesa si è rafforzato sempre più negli ultimi tempi.

Nello specifico, le due parti si sono impegnate ad affrontare le sfide nell’ambito della sicurezza e della pace, oltre a voler promuovere la crescita di entrambi i Paesi. È stato altresì evidenziato che sia Washington sia Doha hanno compiuto grandi passi in avanti nel campo della difesa e del commercio e, pertanto, è necessario rafforzare la loro cooperazione, sulla strada di una partnership a beneficio di entrambe.

A detta del presidente americano, Doha rappresenta un partner importante, situato in un’area di grande rilevanza a livello globale. A tal proposito, Trump ha evidenziato che la cooperazione militare con il Qatar ha portato alla costruzione di alcune delle basi militari americane di maggior rilievo e lo stesso ruolo militare svolto dal Qatar è di importanza fondamentale.

Da parte sua, l’emiro del Qatar ha invitato il presidente degli Stati Uniti a visitare il Qatar e le diverse basi presenti nel Paese. Lo sceicco ha affermato che la propria visita a Washington mira a confermare i valori condivisi dai due Paesi ed ha sottolineato che il partenariato economico tra le due parti supera i 185 miliardi di dollari ma la loro intenzione è di raddoppiare tale cifra, anche attraverso operazioni di investimento da parte qatarina nel campo delle infrastrutture americane. Già ad inizio anno, il capo dell’Autorità per gli Investimenti del Qatar, Mansoor bin Ebrahim Al Mahmoud, aveva dichiarato che, nei prossimi 2 anni, Doha aumenterà il proprio portafoglio di investimenti negli USA da circa 30 miliardi a 45 miliardi.

Al termine dell’incontro del 9 luglio, sono stati firmati alcuni accordi bilaterali. Tra questi, un accordo tra il governo del Qatar e Raytheon, ovvero un’importante azienda statunitense operante nel settore della difesa. In particolare, Doha si è impegnata ad acquistare dalla controparte americana aerei, motori ed altri dispositivi di difesa, tra cui il sistema di difesa aerea ad ampio raggio NASAMS, oltre a sistemi missilistici di tipo Patriot.

Un altro accordo ha riguardato l’industria petrolifera Qatar Petroleum e la joint venture americana Chevron- Philips, con l’obiettivo di sviluppare complessi petrolchimici in Qatar, oltre a rafforzare la propria cooperazione in materia di energia e gas naturale liquefatto. A ciò si aggiunge la partnership tra la compagnia aerea Qatar Airways e la controparte americana Boeing e Gulf Stream Aerospace. Sebbene non sia stata rivelata la cifra esatta di tali accordi, questi sono stati valutati miliardi di dollari.

Lo sceicco qatarino ha altresì incontrato il Consigliere per la sicurezza nazionale americano, Johh Bolton, con cui sono state prese in esame questioni regionali e internazionali relative alla regione, tra cui la Siria, la Libia ed il Sudan. Un altro incontro ha visto l’emiro ed il segretario per l’Energia, Rick Perry, ed il responsabile del Dipartimento per la Sicurezza Interna, Kevin McAleenan, con cui hanno discusso le modalità di cooperazione nel campo della cyber-security.

Secondo un professore di sociologia politica qatarino, il Qatar rappresenta un partner strategico per gli USA, nonché affidabile per la regione mediorientale. Tuttavia, il Paese ha vissuto, dal 5 giugno 2017, un blocco imposto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto. Si tratta di un embargo diplomatico, economico e logistico, in seguito alle accuse contro Doha di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

Negli ultimi tempi, Kuwait, Oman e Stati Uniti hanno provato a favorire uno scioglimento della crisi. Non da ultimo, il 13 gennaio 2019, il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si è recato a Doha ed ha evidenziato l’importanza di superare la questione per salvaguardare l’integrità ed il ruolo dell’Alleanza Strategica in Medio Oriente (Mesa). Quest’ultima consiste in un patto politico-militare, chiamato anche “NATO araba”, proposto per la prima volta il 20 maggio 2017 dal presidente della Casa Bianca, con l’obiettivo di favorire una maggiore sicurezza e stabilità nella regione, alla luce della crescente minaccia iraniana.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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