ONU: in Siria vicina la formazione di un’Assemblea costituente

Pubblicato il 10 luglio 2019 alle 17:04 in Medio Oriente Siria

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Le Nazioni Unite sono vicine a raggiungere un accordo con la Siria per stabilire un’Assemblea costituzionale necessaria a trovare una soluzione politica per la fine della guerra nel Paese del Medio Oriente. È quanto ha reso noto l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Geir Pedersen, mercoledì 10 luglio.

L’ONU intende convocare la Commissione come prossimo passo negli sforzi per risolvere la crisi in Siria, ma finora non è stato raggiunto alcun accordo su chi dovrebbe esserci.

Nella cornice del conflitto in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011, i dissidenti del regime controllano gran parte della provincia Nord-occidentale. Qui vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al- Assad. Nell’autunno 2018, Damasco sembrava voler dare inizio ad un’avanzata verso tale zona, ma la sua campagna è stata frenata dall’accordo raggiunto tra Ankara e Mosca il 17 settembre.

In tale data, Turchia, Russia, Iran e Siria, a Sochi, avevano raggiunto un’intesa, con l’obiettivo di scongiurare un massiccio assalto del regime a Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti e i civili evacuati dalle altre città. Con tale accordo era stata istituita un’area di 15 – 20 km in cui queste persone, insieme alle proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. Questa zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano.

Con la nuova ondata di violenza di aprile 2019, lo scopo del regime di Damasco, coadiuvato dalle forze russe, è riprendere il controllo di tali territori attraverso una campagna lenta e sanguinosa che si prevede segnerà l’ultima fase della guerra.

Lunedì 27 maggio, è stato registrato il più alto numero di vittime nella regione da quando Damasco ha aumentato gli attacchi. In tale data, 27 civili sono morti in seguito a un attacco contro uno storico sito cristiano nella provincia di Idlib, causando altresì numerosi danni. David Swanson, dell’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA) ha riferito che: “Tra l’1 febbraio e il 28 aprile 2019 oltre 32.500 persone si sono spostate tra i governatorati di Aleppo, Idlib e Hama”. Il bilancio totale delle vittime causate dalla guerra civile sarebbe di circa 370.000 persone, oltre a milioni di sfollati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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