Messico: si dimette ministro delle finanze per disaccordi con il presidente

Pubblicato il 10 luglio 2019 alle 17:43 in America Latina Messico

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Le dimissioni del ministro delle Finanze del Messico, Carlos Urzúa, aprono la più grande crisi nei sette mesi di governo di Andrés Manuel López Obrador ed espongono l’economia del paese a una maggiore incertezza, a meno di un mese dall’accordo che ha evitato l’introduzione di dazi USA sulle merci messicane. La crisi è grande non solo perché significa l’uscita del responsabile economico del governo, uno dei più noti tecnici del paese che si era schierato con López Obrador prima del voto, ma a causa dei modi in cui Urzúa si è dimesso. Il ministro dell’economia ha lasciato il governo con una durissima forte che ha accusato l’amministrazione di prendere decisioni politiche pubbliche senza fondamento.

“Discrepanze nelle questioni economiche ce n’erano molte. Alcune perché in questa amministrazione, le decisioni di politica pubblica sono state prese senza sufficiente studio dei fatti” – ha scritto Urzúa nella lettera di dimissioni. Un breve testo ma carico di accuse per la gestione di López Obrador: “Sono convinto che tutta la politica economica deve basarsi sulle prove, analizzando i diversi effetti che essa può avere liberamente da ogni estremismo, sia di destra che di sinistra. Tuttavia, durante la mia amministrazione, quanto finora espresso non ha trovato alcun appoggio” – continua il testo.

L’ex segretario delle Finanze e ha accusato, senza nominarlo, il capo del Gabinetto del Presidente, l’imprenditore Alfonso Romo, dicendo che ha trovato “inaccettabile l’imposizione di funzionari che non hanno alcuna conoscenza delll’Economia. Questo è stato voluto da figure influenti dell’attuale governo con un conflitto di interessi in corso”. 

López Obrador ha commentato le dimissioni, che ha accettato, con toni volti a placare le polemiche. “Lo rispetto. Non è contento delle decisioni che stiamo prendendo e siamo impegnati a cambiare la politica economica che è stata imposta per 36 anni” – ha detto López Obrador, che non ha risposto alle critiche velate di Urzúa. “Siccome siamo di fronte a un cambiamento, a una trasformazione, a volte non si capisce che non possiamo continuare con le stesse strategie. Non puoi mettere vino nuovo in vecchie bottiglie. È cambiamento, trasformazione, non simulazione, non è più la stessa politica di prima” – ha assicurato il presidente mentre presentava Arturo Herrera, ex alunno di Urzúa e finora  sottosegretario, come nuovo ministro delle Finanze.

La borsa di Città del Messico ha reagito male alla notizia, con forti cali iniziali recuperati solo parzialmente e chiudendo con un -1,77%. Peggiore la reazione del peso sui mercati valutari, la moneta messicana, sotto pressione per lunghi mesi nel 2018, si è deprezzata del 2% rispetto al dollaro. 

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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