Egitto: ulteriori dettagli sul fermo della nave

Pubblicato il 10 luglio 2019 alle 16:52 in Egitto Iran

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L’Egitto ha risposto al ministro del Petrolio iraniano, Bijan Zanganeh, che aveva confermato il fermo di una petroliera iraniana nel canale di Suez, in aggiunta ad un’altra bloccata nello stretto di Gibilterra dal Regno Unito.

Fonti ufficiali egiziane avevano precedentemente rivelato che le autorità del Paese avevano detenuto per circa 10 giorni, nel canale di Suez, una petroliera battente bandiera ucraina ma che trasportava petrolio iraniano.

Tuttavia, un funzionario di alto livello egiziano, a servizio dell’Autorità del Canale di Suez, ha dichiarato che la notizia è del tutto infondata e che l’Egitto non ha ostacolato alcuna nave, in quanto ciò andrebbe contro la Convenzione di Costantinopoli. Al contrario, Il Cairo si impegna a garantire il passaggio sicuro di tutte le navi che transitano nei canali del proprio Paese, a meno che si tratti di navi battenti bandiera di Stati in guerra con l’Egitto, che costituiscono un pericolo o che potrebbero causare interruzioni significative alla navigazione.

La Convenzione di Costantinopoli, firmata il 29 ottobre del 1888, riconosce la sovranità dell’Egitto sul Canale di Suez ma, allo stesso tempo, prevede la libertà di navigazione in tale canale. Le parti firmatarie si sono altresì impegnate ad astenersi da qualsiasi attività militare.

Circa la petroliera al largo delle coste di Gibilterra, si tratta di una petroliera Grace 1, bloccata nella mattinata del 4 luglio dalla polizia locale e dall’agenzia doganale di Gibilterra, sostenute da un distaccamento della Marina britannica. In una dichiarazione, il governo locale aveva dichiarato di avere ragionevoli motivi per credere che la nave stesse trasportando un carico di petrolio greggio verso la raffineria di Banyas, in Siria. “Quella raffineria è di proprietà di un’entità soggetta alle sanzioni dell’Unione Europea contro la Siria”, ha comunicato il primo ministro di Gibilterra, Fabian Picardo. Una mappatura del percorso dell’imbarcazione indicava che la nave era partita dall’Iran.

Tali accaduti giungono in un periodo in cui si assiste all’imposizione di sanzioni statunitensi contro l’Iran e alle relative conseguenze, e in un momento in cui le relazioni tra Al Cairo e Washington hanno ricevuto un nuovo slancio. Allo stesso tempo, a detta di alcune fonti, vi sono sia contatti segreti sia relazioni ufficiali altresì tra l’Egitto e Teheran. Tra i temi al centro delle discussioni tra queste due parti, alcune questioni regionali come la Siria e lo Yemen, e la posizione iraniana in Palestina nel quadro delle proprie relazioni con Hamas ed il jihad di matrice islamica.

In tale quadro, il 2 maggio scorso, gli Usa si sono rifiutati di cancellare le esenzioni per gli acquirenti di petrolio dall’Iran, con l’aspettativa che le esportazioni iraniane si sarebbero ridotte a zero nel breve periodo. In particolare, Washington ha messo in guardia i Paesi importatori di greggio iraniano su possibili sanzioni nel caso di accordi con Teheran.

Tuttavia, il ministro del petrolio iraniano, Bijen Zengane, si è detto ottimista sulla situazione delle esportazioni di greggio del proprio Paese, nonostante l’inasprimento delle sanzioni statunitensi su una delle principali fonti di reddito dell’Iran. A tal proposito, il ministro ha dichiarato che la cooperazione tra i Paesi OPEC ed i produttori mondiali di petrolio non OPEC non destabilizzerà il mercato.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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