Cile: non possiamo sostenere flusso migranti venezuelani

Pubblicato il 10 luglio 2019 alle 7:47 in Cile Immigrazione Venezuela

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Il Cile “non ha capacità illimitate” di accogliere immigrati. A renderlo noto lo stesso governo di Santiago, preoccupato per l’incessante flusso di migranti venezuelani in ingresso nel paese. Secondo la stima dell’Esecutivo cileno, se le condizioni in Venezuela non cambiano, il numero di venezuelani diretti nel paese potrebbe superare le 300.000 unità. Ad oggi il Cile ospita oltre 400.000 venezuelani, di cui quasi 290.000 immigrati per la crisi in corso.

“C’è un limite? Sì, c’è sicuramente un limite, il paese non ha una capacità illimitata di ricevere stranieri, indipendentemente dalla loro nazionalità, dire il contrario significa ingannarli” – ha detto il Sottosegretario agli Interni, Rodrigo Ubilla.

Il funzionario ha aggiunto dichiarazioni alla stampa locale che gli immigrati “finiscono per vivere ammassati, in un ghetto”, in qualsiasi parte o città del paese e “vendendo qualsiasi prodotto agli angoli delle strade”.

Ubilla ha fatto tali affermazioni poche ore dopo un viaggio nella città di Arica, nell’estremo nord del Cile, al confine con il Perù, per sorvegliare sul campo gli incroci di confine dove centinaia di venezuelani senza documenti stavano cercando di entrare.

In questo contesto, il Sottosegretario degli Interni ha spiegato che l’ingresso di stranieri nel paese ha “un limite”, affermando che non è necessariamente numerico, ma in base alle misure adottate.

Sulla stessa linea, Ubilla ha ricordato che l’idea di coordinamento tra i paesi della regione su questa questione è rafforzata, perché, a suo avviso, il Cile ha compiuto “un grande sforzo” nel ricevere migranti venezuelani rispetto ad altri paesi delle Americhe.

Ubilla ha detto che la stima che l’esecutivo cileno ha, se le condizioni in Venezuela non cambiano, è che almeno altri 300.000 venezuelani si recheranno in Cile.

Il Sottosegretario agli Interni ha riconosciuto che flussi migratori significativi come quello attualmente in corso in America meridionale, con 4,4 milioni di persone che hanno lasciato il Venezuela, possono diventare fattori di crisi per i paesi che li ricevono.

Negli ultimi mesi il Cile è diventato il terzo paese della regione per numero di venezuelani accolti, 288.200. A questi si sommano i circa 115.000 emigrati prima dell’acutizzarsi della crisi, che fanno di quella venezuelana la più grande comunità di immigrati del paese, il 23% di tutti gli stranieri.

Secondo le stime dei paesi della regione e dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, il paese è superato solo dalla Colombia, che ospita 1,3 milioni di Venezuelani, e dal Perù con oltre 750.000. A differenza di Bogotà e di Lima, ad oggi Santiago non riceve aiuto internazionale per l’accoglienza e la ricollocazione dei migranti.

Secondo un rapporto dell’Organizzazione degli Stati Americani, almeno 5.000 persone lasciano il Venezuela ogni giorno, il che significa che i migranti possono superare i 7,5 milioni l’anno prossimo.

Il governo di Santiago non è il primo a lanciare l’allarme. Nei mesi scorsi l’Ecuador, che accoglie 260.000 venezuelani, e Trinidad e Tobago, che ne accoglie più di 40.000, avevano varato legislazioni per porre un freno all’ingresso di immigrati in fuga dalla crisi sociale, economica e politica che vive il Venezuela.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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