UE stanzia 61.5 milioni di euro per l’immigrazione

Pubblicato il 9 luglio 2019 alle 18:51 in Europa Libia

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La Commissione Europea ha approvato 5 nuovi programmi relativi al fenomeno dell’immigrazione che interesseranno particolarmente la Libia. È previsto uno stanziamento totale di 61.5 milioni di euro.

In un comunicato stampa, la Commissione Europea ha comunicato che i nuovi programmi si concentreranno sulla protezione e assistenza ai rifugiati e ai migranti vulnerabili in Nord dell’Africa, in particolare in Libia. Il fine è quello di migliorare le condizioni di vita e la capacità di reazione della Libia al fenomeno, per favorire nuove opportunità economiche e una maggiore mobilità regionale. La prima iniziativa adottata, per cui sono stati stanziati 23 milioni di euro, mira a rafforzare la protezione dei migranti vulnerabili e dei migranti a rischio, tra cui rifugiati e sfollati interni, e di supportare le comunità di accoglienza in Libia, sostenendo allo stesso tempo gli sforzi per migliorare la gestione delle rotte migratorie nel Paese. Tale iniziativa sarà portata avanti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA) e dall’ONG italiana CESVI (Cooperazione e Sviluppo Onlus) in consorzio con l’International Medical Corps (IMC).

La seconda iniziativa ha un budget di 18 milioni di euro ed è mirata al miglioramento dei servizi forniti dalle amministrazioni locali in Libia, in particolare per quello che riguarda le località maggiormente colpite dai flussi migratori e fortemente danneggiate dal conflitto libico. In questo modo si cercherà di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni vulnerabili garantendo l’accesso ai servizi, una maggiore sicurezza e prospettive economiche. Tale iniziativa sarà attuata tramite il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). La terza iniziativa dispone di 12 milioni di euro e andrà ad integrare il programma di sviluppo e protezione regionale già lanciato in Libia dall’UE, contribuendo alla creazione e al rafforzamento di servizi inclusivi e promuovendo la coesione sociale e le opportunità di lavoro a livello regionale. Questo programma sarà portato avanti da organizzazioni locali e internazionali della società civile.

La quarta iniziativa, che dispone di 5 milioni di euro, è un programma di imprenditorialità regionale avviato nell’ambito delle iniziative pilota sulla migrazione di manodopera. Questo mira a rafforzare la mobilitazione di competenze e risorse dei migranti africani che vivono oggi in Europa. La Francia implementerà questo programma. Inoltre, la Commissione ha esteso le sue attività nell’ambito della cooperazione tecnica, stanziando un importo pari a 3,5 milioni di euro per rafforzare il quadro di monitoraggio e valutazione delle azioni del Fondo fiduciario dell’UE in Nord Africa. Con questo nuovo pacchetto, la cosiddetta “finestra del Nord Africa” ha impegnato 647,7 milioni di euro per tentare di rispondere alle molteplici esigenze in tutta la regione. Il Fondo fiduciario di emergenza dell’UE per l’Africa è stato istituito nel novembre 2015 per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare e per contribuire a una migliore gestione del fenomeno. Il bilancio generale del fondo ammonta a oltre 4,5 miliardi di euro. Circa l’89% dei contributi provengono dall’UE e circa l’11% da singoli Stati e altri donatori.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese Nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, capeggiato dal generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia. La Francia ha avuto una storia di rapporti con Haftar, ma ha poi dichiarato di sostenere il governo di Tripoli, insieme agli altri alleati occidentali. Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi, invece, sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Le Nazioni Unite, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale.

Il generale di Tobruk, il 4 aprile, dopo aver conquistato il Sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso e che sta lacerando la capitale. Da parte sua, il governo di Tripoli ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, che ha avuto inizio il 7 aprile e che mira ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, difendendo la capitale dall’avanzata dell’LNA. Gli scontri, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), hanno causato la morte di 653 persone, tra cui 41 civili e 3547 feriti, oltre a circa 94.000 sfollati. Tra gli ultimi eventi verificatisi nel Paese, il 2 luglio un attacco aereo ha colpito un centro di detenzione per i migranti in Libia, causando la morte di almeno 44 persone, tra cui 6 bambini. In una dichiarazione, il governo di Tripoli ha accusato dell’attacco l’Esercito Nazionale Libico. La situazione nel Paese rimane estremamente tesa. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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