Ministero della Difesa: ecco le aree di interesse strategico per l’Italia

Pubblicato il 9 luglio 2019 alle 12:09 in Approfondimenti Italia

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Il Ministero della Difesa ha rilasciato il Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il triennio 2019-2021, nel quale presenta lo stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021, approvato nel 2018, e fornisce altresì un aggiornamento sulle priorità politiche, delle aree tecnico-operativa e tecnico-amministrativa della Difesa, e delle forze armate.

Come riferisce il documento, la dotazione complessiva per il 2019 ammonta a 21.432,2 miliardi di euro, pari all’1,21% del PIL previsionale, che ammonta a 1.177.899 miliardi di euro. Per quanto riguarda il 2020 e il 2021, invece, le assegnazioni ammontano rispettivamente a 21.876,6 e 21.957,5 miliardi di euro, riferite ai corrispondenti valori dei PIL previsionali di 1.823.329 e 1.868.945 miliardi di euro, con un rapporto pari a 1,20% nel 2020 e 1,17% nel 2021.

Con riferimento all’impegno dello Strumento militare nell’ambito delle missioni all’estero, si legge che, nel 2019 come in precedenza, l’Italia assicurerà il proprio contributo nell’ambito della difesa degli spazi euro-atlantici e mediterranei, insieme agli interventi volti al mantenimento della pace e al ripristino delle condizioni di sicurezza e stabilità internazionali. Nello specifico, i cardini dell’impegno italiano all’estero sono costituiti da: il contrasto al terrorismo, il contributo alla stabilizzazione dell’area mediterranea, il contributo alla coesione europea ed euro-atlantica e, infine, la condivisione degli impegni assunti con la NATO, l’Unione Europea e l’Onu. Le principali zone di interesse strategico indicate dal documento sono: Mediterraneo, Sahel, Medio Oriente e Balcani.

L’area mediterranea, si legge nel rapporto, rimane caratterizzata da una diffusa instabilità, creata da elementi di forte contrapposizione e di conflitto regioni, che si combinano a interessi strategici di dimensione globale, acuiti dalle attività di attori non-statuali. Le precarie condizioni di sicurezza, in particolare, sono legate principalmente all’incapacità di controllo dei territori da parte delle autorità locali, che favoriscono la convergenza dei flussi migratori, movimenti terroristici di matrice confessionale e organizzazioni criminali. Questi fattori, in particolare, pongono un rischio alla libera circolazione marittima e di commercio nell’area.

In tale contesto, la Libia continua ad essere una priorità strategica per l’Italia che, anche nel 2019, continuerà a seguire l’evoluzione del negoziato politico infra-libico sotto l’egida dell’Onu, supportando lo sforzo delle autorità locali nella pacificazione e stabilizzazione del Paese. Questo contributo verrà erogato attraverso la Missione Italiana di Assistenza e Supporto in Libia, la quale opera per consolidare le capacità istituzionali utili alla difesa dei confini e alla prevenzione e lotta ai traffici illegali di ogni genere. Nello specifico, il contributo italiano rimane finalizzato a garantire attività di formazione, addestramento, consulenza, assistenza, supporto e mentoring delle forze di sicurezza e delle istituzioni governati che libiche.

Il Sahel costituisce un’altra area di interesse per l’Italia, e più in generale per l’Europa, dal punto di vista della sicurezza. Geograficamente, il Sahel è una fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte Nord-occidentale della regione. I principali gruppi armati che operano sul territorio sono: al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM), Ansar al-Din e il Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad.

Tale area, oltre ad essere un crocevia di attività illecite, costituisce l’origine dei flussi migratori. Nel 2019, l’impegno italiano nel Sahel di declinerà nel proseguo della partecipazione dell’Italia a iniziative europee e dell’Onu, con riferimento, in particolare, alle missioni: European Union Training Mission in Mali (EUTM Mali), European Union Capacity Building Mission in Sahel Mali (EUCAP Sahel Mali), European Union Capacity Building Mission Sahel Niger (AUCAP Sahel Niger) e United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA). Dal 2018, l’Italia è presente in Niger anche attraverso la missione bilaterale di supporto MISIN, nell’ambito della quale i militari italiani sono impegnati in attività formative a favore delle forze di sicurezza e delle istituzioni governative nigerine.

Il documento del Ministero della Difesa indica anche il Corno d’Africa come area di interesse dell’Italia, poiché continua a presentare numerose vulnerabilità che, potenzialmente, potrebbero avere effetti negativi sullo sviluppo economico e sociale della regione, oltre che sulla sua stabilità politica. L’Unione Europea sta intensificando i propri sforzi sia attraverso maggiori investimenti sia attraverso il rafforzamento delle risorse umane dedicate alla sicurezza e alla stabilizzazione regionale, soprattutto in Somalia, dove è in atto il trasferimento graduale delle responsabilità di sicurezza alle forze armate somale.

In tale contesto, l’Italia svolge un ruolo di rilievo con il contingente schierato nell’ambito della missione EUTM Somalia, sotto il comando italiano dal 2014 e con lo sviluppo di programmi bilaterali di addestramento e formazione del personale militare e di polizia, somalo e gibutiano, presso la base nazionale di Gibuti (MIADIT).

Per quanto riguarda l’area mediorientale, la situazione rimane condizionata negativamente dalla mancata risoluzione del conflitto in Siria, dove continuano ad essere attive sia formazioni jihadiste sia attori statali con obiettivi politici disarmonici che, riferisce il documento, alimentano un quadro di instabilità che ha un impatto sui Paesi confinanti.

In tale quadrante, anche il Libano costituisce un Paese chiave per la stabilità della regione, soprattutto per io modello multiculturale e multiconfessionale che rappresenta. In Libano convivono 18 comunità religiose riconosciute. Per garantire la convivenza e la governabilità, dall’indipendenza del 1943, l’assetto istituzionale libanese è stato fondato sul confessionalismo. La Costituzione libanese si basa su un sistema di condivisione confessionale del potere, quindi i ruoli istituzionali devono essere assegnati a personalità appartenenti alle diverse religioni. Nel 2019, l’impegno italiano in Libano rimarrà invariato, con la continuazione della missione dell’Onu United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL) e della missione bilaterale a beneficio delle forze militari locali.

Nel panorama della politica di Difesa e sicurezza nazionale, i rapporti con l’area balcanica sono una priorità per l’Italia per tradizione politica e collocazione geografica. Insieme ai partner internazionali, il nostro Paese supporta il consolidamento delle istituzioni democratiche, sostenendo il percorso verso l’adesione all’Unione Europea e alla NATO. I principali obiettivi dell’azione italiana nei Balcani sono: la stabilizzazione regionale, il bilancio dell’economia locale, il consolidamento democratico e la lotta al crimine organizzato. Il panorama politico dell’area continua ad essere disarticolato e volatile per varie ragioni.

In Kosovo, in particolare, la situazione di sicurezza rimane “tesa e fragile”, con un clima interno al Paese caratterizzato da spinte fortemente nazionaliste. L’entrata in vigore delle leggi sulla trasformazione della Kosovo Security Force (KSF) in Forza armata7, su cui naturalmente si registrano forti reazioni serbe, ha reso ancor più cruciale il ruolo della missione NATO KFOR. La situazione in Bosnia-Erzegovina, invece, risulta complessivamente calma e stabile. L’instabilità del Paese è dovuta a diversi fattori interni ed esterni, che includono l’aumento della retorica separazionista, la radicalizzazione, la disuguaglianza sociale, la disoccupazione, il rischio di terrorismo, il ritorno dei foreign fighters e la criminalità organizzata.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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