Libia: l’esercito di Haftar in allerta di fronte alla minaccia ISIS

Pubblicato il 9 luglio 2019 alle 11:36 in Africa Libia

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Il distretto militare di Sabha, situato nel Sud-Ovest della Libia, a circa 640 km a Sud di Tripoli, ha dichiarato, lunedì 8 luglio, di aver sollevato lo stato di allerta. La dichiarazione giunge in seguito all’individuazione di gruppi affiliati all’ISIS che si stanno muovendo nell’area.   

Il distretto di Sabha, legato al Comando Generale dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), ha invitato tutti gli ufficiali e sottufficiali ed il personale militare ad unire le proprie unità, e ha chiesto alla Camera di sicurezza sussidiaria di sollevare uno stato di massima allerta, a causa del rilevamento di movimenti sospetti dello Stato Islamico nei dintorni della città.

Secondo quanto riportato da un deputato del parlamento di Sabha, Jibril Uhida, la situazione del Sud della Libia è una “catastrofe”. Il deserto è diventato un focolaio di bande criminali affiliate allo Stato Islamico e dei restanti membri di Al-Qaeda, in fuga da Sirte, Bengasi e Darna, nonché alleati con la tribù etnica dei Tubu del Chad, Niger e Libia.  A detta del deputato, questi ricevono il sostegno sia delle milizie di Misurata sia del governo di Tripoli e sono pronti a prendere il controllo delle aree dei giacimenti petroliferi e dei porti, sostenuti altresì da Turchia e Qatar.

Tali dichiarazioni giungono dopo soli due giorni dalla pubblicazione di un nuovo video da parte dell’ISIS, in cui decine di militanti islamici mascherati, situati in un’area desertica, dichiarano di essere nel Sud della Libia. In particolare, nel video i combattenti giurano fedeltà al loro leader, Abu Bakr al-Baghdadi, e minacciano di compiere nuovi attacchi contro l’Esercito Nazionale Libico (LNA). A capo dei militanti del video vi è Mahmoud al-Baraasi, noto con il nome di Abu Musab al-Libi, e fondatore del gruppo affiliato all’ISIS di Bengasi.

Tale registrazione ha messo in luce il grande potenziale logistico dello Stato Islamico, comprendente, ad esempio, veicoli 4×4, diverse tipologie di armi e mitragliatrici. Pertanto, si crede che l’organizzazione si stia preparando a lanciare attacchi violenti, in particolare contro postazioni militari e di sicurezza.

In tale contesto, secondo quanto riportato dal al-Arabiya, alcuni rapporti recenti elaborati da rappresentanti del mondo occidentale, hanno evidenziato la presenza di flussi di uomini armati appartenenti all’ISIS provenienti dalla città siriana di Idlib e diretti in Libia, per prendere parte al conflitto tra le forze dell’LNA, guidato dal generale libico Khalifa Haftar, e le forze del governo di Tripoli.

Uno degli ultimi attacchi in Libia da parte ISIS si è verificato il 4 maggio scorso, contro una base militare dell’LNA nella città di Sabha, ed ha causato la morte di 9 soldati, alcuni decapitati e altri fucilati. Nello stesso mese, il 19 maggio, una nuova offensiva dello Stato Islamico ha colpito un oleodotto della Zueitina Oil Company, situato vicino la cittadina di Zella, posto a circa 760 km a Sud-Ovest di Tripoli, causando la morte di 2 forze di sicurezza e un soldato.

La presenza in Libia di forze appartenenti allo Stato Islamico è stata ripetutamente confermata nel corso degli ultimi due anni. Già nel dicembre del 2017, il coordinatore dell’antiterrorismo dell’Unione Europea, Gilles de Kerchove, aveva dichiarato che, nonostante l’ISIS fosse stato sconfitto a livello territoriale in Siria e in Iraq, sarebbe potuto rinascere in Paesi caratterizzati da “governi deboli”, come la Libia.

A tal proposito, il Global Terrorism Index 2018 ha inserito la Libia al 13esimo posto tra i Paesi che subiscono maggiormente la minaccia terroristica, con un indice pari a 6,98 su 10. Nonostante le capacità militari dello Stato Islamico siano notevolmente diminuite, il gruppo terroristico è ancora in grado di condurre attacchi contro obiettivi occidentali locali e nella regione circostante. Nel video-messaggio diffuso il 29 aprile dall’ISIS, il leader supremo Abu Bakr al-Baghdadi ha fatto riferimento alla Libia, affermando che, nonostante la sconfitta di Sirte, l’ISIS tornerà forte grazie ad una guerra di logoramento.

Inoltre, il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano ha inserito la Libia nella lista tra i Paesi considerati un rifugio sicuro del terrorismo internazionale, motivando tale scelta con la mancanza di controllo di vasti territori che, secondo l’intelligence americana, costituiscono luoghi favorevoli alla proliferazione del terrorismo. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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