L’Egitto detiene una nave ucraina che trasporta petrolio iraniano

Pubblicato il 9 luglio 2019 alle 15:41 in Egitto Iran

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Fonti ufficiali egiziane hanno rivelato che le autorità del Paese hanno detenuto per circa 10 giorni, nel canale di Suez, una petroliera battente bandiera ucraina ma che trasportava petrolio iraniano.

Non si conoscono particolari dettagli sull’accaduto, in quanto le parti coinvolte hanno preferito non divulgare molte notizie per trovare una soluzione nel breve termine, evitandone un peggioramento. Tuttavia, la questione sembra non aver avuto particolari ripercussioni sino ad ora, considerata sia la mediazione da parte europea, sia il fatto che la nave era di provenienza ucraina. Secondo una fonte diplomatica egiziana, Il Cairo preferirebbe arrivare presto ad una soluzione per evitare qualsiasi reazione da parte iraniana, in particolare a danno del traffico del canale di Suez, o anche attraverso i propri alleati in Yemen e Ansar Allah, ovvero il movimento di ribelli sciiti Houthi.

L’accaduto coincide con un processo che ha portato il tribunale egiziano a condannare all’ergastolo 6 imputati, accusati di essere spie in contatto con l’Iran, a danno degli interessi dell’Egitto. In particolare, tali imputati erano a servizio delle Guardie della Rivoluzione iraniane, cui fornivano informazioni volte a favorire una loro espansione in Egitto e la diffusione della propria dottrina.

Come precisato dalle stesse fonti, l’azione egiziana è arrivata in un periodo in cui si assiste all’imposizione di sanzioni statunitensi contro l’Iran e alle relative conseguenze, e in un momento in cui le relazioni tra Al Cairo e Washington hanno ricevuto un nuovo slancio. Allo stesso tempo, a detta delle fonti, vi sono sia contatti segreti sia relazioni ufficiali altresì tra l’Egitto e Teheran. Tra i temi al centro delle discussioni tra queste due parti, alcune questioni regionali come la Siria e lo Yemen, e la posizione iraniana in Palestina nel quadro delle proprie relazioni con Hamas ed il jihad di matrice islamica.

Le fonti hanno altresì rivelato che, precedentemente, sotto l’egida della coalizione a guida saudita impegnata in Yemen, l’Egitto ha diretto alcune sue navi da guerra nello stretto di Bab-el-Mandeb, ovvero lo stretto che congiunge il Mar Rosso con il Golfo di Aden e quindi con l’Oceano Indiano. La partecipazione egiziana aveva l’obiettivo di garantire la navigazione nello stretto, che rappresenta un elemento fondamentale per la sicurezza nazionale egiziana.

In tale quadro, il 2 maggio scorso, gli Usa si sono rifiutati di cancellare le esenzioni per gli acquirenti di petrolio dall’Iran, con l’aspettativa che le esportazioni iraniane si sarebbero ridotte a zero nel breve periodo. In particolare, Washington ha messo in guardia i Paesi importatori di greggio iraniano su possibili sanzioni nel caso di accordi con Teheran.

Tuttavia, il ministro del petrolio iraniano, Bijen Zengane, si è detto ottimista sulla situazione delle esportazioni di greggio del proprio Paese, nonostante l’inasprimento delle sanzioni statunitensi su una delle principali fonti di reddito dell’Iran. A tal proposito, il ministro ha dichiarato che la cooperazione tra i Paesi OPEC ed i produttori mondiali di petrolio non OPEC non destabilizzerà il mercato.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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