Arabia Saudita: intercettato drone di provenienza Houthi

Pubblicato il 9 luglio 2019 alle 12:45 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione a guida saudita ha dichiarato, lunedì 8 luglio, di aver intercettato e abbattuto un drone lanciato dal gruppo di ribelli sciiti Houthi e diretto verso l’Arabia Saudita.

La notizia è stata riportata dal portavoce ufficiale delle forze della coalizione a guida saudita, operante in Yemen, il colonnello Turki al-Maliki, specificando altresì che i ribelli Houthi sono sostenuti dall’Iran e che il drone era diretto contro oggetti civili nel Regno saudita.

A detta del colonnello, i ribelli sciiti, definiti uno “strumento criminale terroristico”, continuano a lanciare droni, compiendo, in tal modo, atti terroristici ostili contro i civili e le relative infrastrutture. Tuttavia, nessuno degli ultimi obiettivi Houthi è stato raggiunto ed i loro droni sono stati intercettati e distrutti. A tal proposito, al-Maliki si è detto determinato a contrastare ogni operazione da parte dei ribelli, in linea con il Diritto internazionale umanitario e le norme consuetudinarie.

In tale quadro, come riportato da al-Arabiya, le forze della Marina militare della coalizione, sempre l’8 luglio, hanno annunciato di aver sventato un attentato da parte Houthi contro una nave mercantile situata nel Sud del Mar Rosso, da compiersi con esplosivi della tipologia Blue Fish. A tal proposito, il portavoce della coalizione ha definito la minaccia da parte Houthi alla navigazione e al commercio internazionale un pericolo terroristico e, anche in questo caso, le proprie forze metteranno in gioco tutte le carte possibili per affrontarlo.

Nel corso di una conferenza stampa dell’8 luglio, al-Maliki ha altresì dichiarato che le organizzazioni terroristiche stanno cercando di istituire un nucleo in Yemen e le operazioni da parte Houthi facilitano la diffusione della minaccia terroristica nell’area. A tal proposito, la coalizione ha condotto un’operazione anti-terrorismo dopo l’arresto di un leader ISIS in Yemen, Abu Usama al-Muhajir, che prevede la continua supervisione della abitazioni in cui si nascondevano militanti terroristici.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

L’ultimo mese è stato interessato da diverse offensive da parte Houthi. Nello specifico, i ribelli yemeniti hanno attaccato, il 2 luglio, l’ aeroporto di Abha, situato nel Sud dell’Arabia Saudita, causando 9 feriti, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano. Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. L’offensiva era giunta in seguito al lancio di alcuni raid aerei della coalizione saudita contro sistemi di difesa e posizioni militari del gruppo yemenita a Sanaa, avvenuti nella stessa giornata. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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