Yemen: la coalizione colpisce gli Houthi ad Ibb

Pubblicato il 8 luglio 2019 alle 9:07 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione a guida saudita, domenica 7 luglio, ha sferrato attacchi aerei contro postazioni e raggruppamenti dei ribelli sciiti Houthi nel governatorato di Ibb, situato nel centro dello Yemen.

Secondo fonti locali, i combattenti della coalizione hanno lanciato 4 raid contro la base militare Houthi di Hamzah, situata a sua volta nel distretto di Sabrah, nel Sud-Est del governatorato. Il numero di vittime è ancora sconosciuto, ma alcuni armamenti, tra cui veicoli blindati, sono stati distrutti in seguito all’attacco.

I raid del 7 luglio giungono dopo soli due giorni da una simile offensiva contro postazioni Houthi nello stesso luogo. La base di Hamzah, situata al confine tra le province di Ibb e Dhale, ed intercettata grazie ad informazioni dell’intelligence, è stata presa di mira decine di volte. Tale base è utilizzata dai ribelli sciiti per il reclutamento e l’addestramento di nuove leve per le battaglie nelle province di Taizz, Dhale e Al-Hudaydah.

L’area è stata in precedenza oggetto di scontri anche tra i ribelli Houthi e le forze congiunte dell’esercito nazionale e della resistenza. Tra i principali obiettivi, le zone di Al-Qaflat ed Al-Fakher ed il fronte Qaflat- Shakhb, situato nel nord di Dhale.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Negli ultimi mesi, le offensive si sono intensificate, con attacchi aerei e per mezzo di droni, sia sul territorio yemenita, sia in luoghi chiave per gli interessi sauditi in altre regioni. La coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi.

L’ultimo mese è stato interessato da diverse offensive da parte Houthi. Nello specifico, i ribelli yemeniti hanno attaccato, il 2 luglio, l’ aeroporto di Abha, situato nel Sud dell’Arabia Saudita, causando 9 feriti, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano. Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. L’offensiva era giunta in seguito al lancio di alcuni raid aerei della coalizione saudita contro sistemi di difesa e posizioni militari del gruppo yemenita a Sanaa, avvenuti nella stessa giornata. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli. L’ONU ha definito la situazione in Yemen la peggiore crisi umanitaria del mondo, con oltre 24 milioni di yemeniti, pari a oltre due terzi della popolazione, che necessitano di assistenza.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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