Venezuela: opposizione divisa tra dialogo e scontro

Pubblicato il 8 luglio 2019 alle 9:25 in America Latina Venezuela

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Domenica 7 luglio, Juan Guaidó, leader dell’opposizione Venezuelana, ha fatto due annunci apparentemente antitetici, dimostrazione di un’opposizione divisa tra dialogo e scontro ma anche della volontà di Guaidó di tenere aperte le porte a ogni soluzione. In primo luogo, ha detto che chiederà all’Organizzazione degli Stati Americani di reintegrare il Venezuela nel Trattato Inter-Americano di Assistenza Reciproca (trattato di Rio), un meccanismo che apre la porta a un intervento militare in caso di aggressione contro la sovranità di una nazione.

“La nostra sfida è mobilitare e aumentare la pressione dentro e fuori il Venezuela per raggiungere il nostro obiettivo. La transizione è irreversibile, ma non ci sono soluzioni magiche. Sia il trattato di Rio, come gli altri meccanismi che usiamo, richiedere l’aumento della pressione interna ed esterna” – ha spiegato Guaidó. 

Molti opinionisti, tuttavia, sono scettici sull’applicazione del Trattato di Rio in chiave antichavista.

Poche ore dopo, il leader oppositore ha assicurato che questa settimana i suoi inviati riprenderanno il dialogo con il governo di Nicolás Maduro al tavolo negoziale sponsorizzato dalla Norvegia e che in questa occasione si riunirà sull’isola caraibica di Barbados.

“Dalla presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela ci rivolgiamo al paese e alla comunità internazionale, per annunciare che in risposta alla mediazione del governo del Regno di Norvegia per porre fine alla tragedia che noi venezuelani soffriamo, saremo presenti a un incontro con i rappresentanti del regime usurpatore per stabilire un negoziato di uscita per la dittatura” –  si legge nella dichiarazione rilasciata dall’ufficio del presidente autoproclamato. La settimana scorsa, Guaidó aveva sospeso il negoziato per la morte del capitano di corvetta Rafael Acosta Arévalo , arrestato per presunta cospirazione contro il successore di Hugo Chávez e morto con evidenti segni di tortura.

Guaidó insiste che il suo piano non è cambiato. “Ribadiamo la validità del percorso proposto per porre fine alla sofferenza dei venezuelani: cessazione dell’usurpazione, governo di transizione e elezioni libere con osservatori internazionale”. Tuttavia, il politico oppositore ha definito il vertice delle Barbados necessario nel quadro della ricerca urgente di una via d’uscita. “Non abbiamo tempo illimitato, ogni giorno che passa la situazione peggiora. La crisi profonda che viviamo si acuisce, come riflette nel suo ultimo rapporto l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani delle Nazioni Unite, che ha evidenziato il senso di urgenza che abbiamo”. 

Quello di Barbados sarà il terzo incontro tra chavismo e opposizione negli ultimi mesi. Il primo incontro, tenutosi dopo il fallito golpe del 30 aprile scorso, l’azione militare che ha portato alla liberazione dagli arresti domiciliari del leader dell’opposizione Leopoldo López, ora rifugiato nella residenza dell’ambasciatore spagnolo a Caracas, ma non ha portato al rovesciamento di Maduro, consisteva in una mera presa di contatto. Per l’opposizione hanno partecipato l’ex presidente del Consiglio Nazionale Elettorale Vicente Díaz, l’ex ministro del governo di Carlos Andrés Pérez (1993-98) Fernando Martinez Mottola, l’attuale vice presidente dell’Assemblea Nazionale, Stalin González, ed ex sindaco del comune Baruta (Caracas) Gerardo Blyde. Il governo era rappresentato dal Ministro degli Affari Esteri, Jorge Arreaza, e dal Governatore dello Stato Miranda, Héctor Rodríguez.

L’esecutivo di Maduro ha dichiarato, attraverso una nota, che lo scopo dell’incontro è “di andare avanti nella ricerca di una soluzione concordata e costituzionale per il paese”. Questa soluzione, tuttavia, si scontra con gli approcci trovati da Guaidó e Maduro. Il primo vuole elezioni presidenziali senza la partecipazione del presidente. Il secondo è disposto a convocare nuove elezioni legislative, che l’Assemblea nazionale considera non solo insufficienti, ma persino un inganno da parte del chavismo.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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