Siria-Oman: storica visita diplomatica

Pubblicato il 8 luglio 2019 alle 13:27 in Oman Siria

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Il presidente siriano, Bashar al-Assad, domenica 7 luglio, ha incontrato a Damasco il ministro degli esteri dell’Oman, Yusuf bin Alawi bin Abdullah, per discutere delle relazioni bilaterali tra i due Paesi e degli sviluppi a livello regionale ed internazionale.

Secondo quanto dichiarato dal Ministero degli Esteri omanita, le due parti si sono altresì concentrate sulla strada da percorrere per ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione. Bin Alawi ha poi incontrato anche il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, con cui ha preso in esame la situazione attuale dell’arena araba, segnata da crisi e difficoltà sia sul versante politico sia economico. Per tale motivo, è necessaria una maggiore coordinazione e cooperazione tra i due Paesi.

Bin Alawi rappresenta l’unico ministro proveniente da un Paese del Golfo ad essersi recato in Siria negli ultimi 8 anni. La sua prima visita risale all’ottobre 2015. Tuttavia, nel corso degli anni, il Sultanato dell’Oman non ha tagliato le relazioni diplomatiche e politiche con Damasco, a differenza di altri paesi del Golfo, che hanno cercato di boicottare il regime di Assad, chiedendone le dimissioni. Al momento, alcuni Paesi arabi stanno cercando di ristabilire i legami con Damasco, dopo che il governo siriano ha compiuto alcuni passi positivi in avanti. In tale quadro, sia gli Emirati Arabi Uniti sia il Bahrain, nel dicembre 2018, hanno riaperto le proprie ambasciate a Damasco, in seguito alla loro chiusura dal 2012.

Nella cornice del conflitto in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011, i dissidenti del regime controllano gran parte della provincia Nord-occidentale. Qui vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Bashar al-Assad. Nell’autunno 2018, Damasco sembrava voler dare inizio ad un’avanzata verso tale zona, ma la sua campagna è stata frenata dall’accordo raggiunto tra Ankara e Mosca il 17 settembre.

In tale data, Turchia, Russia, Iran e Siria, a Sochi, avevano raggiunto un’intesa, con l’obiettivo di scongiurare un massiccio assalto del regime a Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti e i civili evacuati dalle altre città. Con tale accordo era stata istituita un’area di 15 – 20 km in cui queste persone, insieme alle proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. Questa zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano.

Con la nuova ondata di violenza di aprile 2019, lo scopo del regime di Damasco, coadiuvato dalle forze russe, è riprendere il controllo di tali territori attraverso una campagna lenta e sanguinosa che si prevede segnerà l’ultima fase della guerra.

Lunedì 27 maggio, è stato registrato il più alto numero di vittime nella regione da quando Damasco ha aumentato gli attacchi. In tale data, 27 civili sono morti in seguito a un attacco contro uno storico sito cristiano nella provincia di Idlib, causando altresì numerosi danni. David Swanson, dell’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA) ha riferito che: “Tra l’1 febbraio e il 28 aprile 2019 oltre 32.500 persone si sono spostate tra i governatorati di Aleppo, Idlib e Hama”. Il bilancio totale delle vittime causate dalla guerra civile sarebbe di circa 370.000 persone, oltre a milioni di sfollati.

Per quanto riguarda l’Oman, per decenni il Paese è stato fautore di un fragile equilibrio diplomatico, rapportandosi con l’Arabia Saudita, con l’Iran e con il resto dei membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) senza prendere parte ai violenti scontri regionali. Il Sultanato dell’Oman è stato spesso descritto come “intermediario” o “oasi di pace e stabilità”, grazie alla propria neutralità ed al proprio ruolo di mediatore nelle contese regionali e nazionali.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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