Siria: offensiva russo-siriana, oltre 500 civili uccisi

Pubblicato il 8 luglio 2019 alle 6:00 in Russia Siria

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Almeno 544 civili sono stati uccisi, e oltre 2000 persone ferite, da quando è iniziato, a maggio, l’assalto delle forze governative di Damasco, sostenute militarmente da Mosca, contro l’ultima roccaforte ribelle nella Siria nord-occidentale. 

A renderlo noto, sabato 6 luglio, è stato il gruppo umanitario Syrian Network for Human Rights (SNHR), che si occupa di monitorare le vittime di guerra nel Paese mediorientale e riferire bilanci e stime alle agenzie dell’Onu. Tra i 544 civili uccisi nei centinaia di attacchi condotti dai jet russi e dall’esercito governativo siriano, fedele al regime di Damasco del presidente Bashar al-Assad, vi sono 130 bambini. Altre 2.117 persone sono poi rimaste ferite. Fadel Abdul Ghany, presidente della SNHR, ha riferito che l’esercito russo e il suo alleato siriano stanno “deliberatamente” prendendo di mira i civili, con un numero record di strutture mediche bombardate.

Tanto Mosca quanto Damasco negano che i loro aerei da guerra abbiano colpito indiscriminatamente aree civili con bombe a grappolo e armi incendiarie, che invece, secondo la versione dei residenti situati nelle zone in mano ai ribelli, sono utilizzate dai due grandi alleati per paralizzare la routine quotidiana. Mosca sostiene che le sue forze, in coalizione con l’esercito siriano, stiano combattendo per scongiurare ulteriori attacchi terroristici dei militanti di al-Qaeda, i quali avrebbero già colpito aree governative densamente popolate; la Russia accusa inoltre i ribelli siriani di aver contravvenuto a un cessate-il-fuoco mediato nel 2018 tra Mosca e Ankara.

Nel mese di giugno, la Human Rights Watch, con base negli Stati Uniti, aveva reso noto che le operazioni militari congiunte russo-siriane hanno fatto uso di bombe a grappolo e armi incendiarie nel quadro di alcuni attacchi contro i dissidenti, come pure armi esplosive sganciate via cielo. Tali munizioni hanno avuto effetti ad ampio raggio su aree densamente popolate da civili, in base ai rapporti stilati dietro testimonianza di residenti e funzionari locali.

Sempre in base al resoconto dei cittadini locali, come anche del personale di primo soccorso presente in loco, l’offensiva militare, ormai in corso da due mesi, ha causato la distruzione di decine di villaggi e cittadine nel Paese. Dalle stime delle Nazioni Unite emerge che almeno 300mila persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e rifugiarsi in aree più sicure al confine con la Turchia. La notizia è stata confermata da un portavoce della Difesa Civile di Idlib, Ahmad al Sheikho, il quale ha reso noto che “interi villaggi e città si sono svuotati”, e che si tratta della campagna militare che ha causato il maggior numero di danni e distruzioni nella provincia in questione dalla caduta dell’opposizione nel 2015.

I presidenti di 11 importanti organizzazioni umanitarie su scala internazionale, alla fine del mese di giugno, hanno messo in guardia circa la gravità della situazione, spiegando che Idlib versa ormai in condizioni prossime al “disastro”, e che la vita di 3 milioni di civili è messa in pericolo; tra loro, circa 1 milione di bambini. Ha fatto eco a tali appelli un comunicato approvato dalle Nazioni Unite in cui si legge che già “troppi sono morti”, e che “persino le guerre hanno regole”. Le forze governative hanno spesso preso di mira strutture ospedaliere e scolastiche, e zone altamente frequentate quali mercati.

I jet militari di Mosca si sono uniti alle fila militari siriane il 26 aprile scorso, nel quadro della imponente offensiva volta alla riconquista della provincia di Idlib, ultima roccaforte in mano ai dissidenti contrari al governo di Assad. Nel contesto di tale operazione su larga scala, la Siria, grazie anche all’aiuto sul campo dell’alleato russo, è riuscita, seppure con risultati finora limitati, a riconquistare alcune porzioni della provincia nord-occidentale di Idlib e di quella adiacente di Hama. In questo quadro, tanto le fazioni jihadiste quanto i combattenti di opposizione continuano a lanciare attacchi contro le posizioni delle forze del regime.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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