OPEC: continuano i tagli, ma in Arabia Saudita la produzione di petrolio cresce leggermente

Pubblicato il 7 luglio 2019 alle 6:11 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Arabia Saudita ha pompato 9.782 milioni di barili di petrolio al giorno durante il mese di giugno, ha riferito una fonte dell’OPEC, constatando una crescita rispetto al mese di maggio, quando si è attestata sui 9,67 milioni. La produzione petrolifera di tutti i Paesi dell’OPEC, però, ha toccato nello stesso mese il suo minimo in 5 anni, dato che l’aumento della fornitura saudita non ha compensato le perdite in Iran e Venezuela, dovute alle sanzioni statunitensi.

Il principale esportatore di petrolio del mondo ha dunque mantenuto stabile la sua produzione di greggio, ma sempre al di sotto del target di 10,3 milioni di barili, stabilito dal patto sulla riduzione di petrolio globale, promosso dall’OPEC, per ridurre le scorte e sostenere i prezzi. L’OPEC e i suoi alleati, guidati dalla Russia, hanno concordato, la scorsa settimana, di estendere i tagli sulla produzione del petrolio fino a marzo 2020, mentre i prezzi del greggio subiscono le pressioni delle forniture americane e della contrazione economica globale. OPEC, Russia e altri Paesi produttori di greggio fanno parte dell’alleanza allargata nota come OPEC+ e hanno sottoscritto l’accordo che implica la riduzione della produzione petrolifera di 1,2 milioni di barili al giorno. Gli Stati Uniti non prendono parte a tale iniziativa.

Nella stessa cornice, Al-Falih, ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita, ha affermato che l’OPEC ed i propri alleati dovrebbero estendere i tagli per la produzione di petrolio anche ad altri Paesi, in modo da evitare uno scontro sul mercato con gli Stati Uniti o un ritorno al crollo dei prezzi di 5 anni fa.

L’OPEC, ovvero l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, è stata fondata nel 1960 e comprende dodici Paesi, tra cui l’Arabia Saudita, che si sono associati, formando un cartello economico. L’obiettivo è quello di negoziare con le compagnie petrolifere su aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e concessioni.

Gli stati membri OPEC controllano circa il 78% delle riserve mondiali accertate di petrolio, il 50% di quelle di gas naturale e forniscono circa il 42% della produzione mondiale di petrolio ed il 17% di quella di gas naturale. L’organizzazione parallela dell’OAPEC (Organizzazione dei Paesi Arabi Esportatori di Petrolio), fondata nel 1968 nel Kuwait, si occupa del coordinamento delle politiche energetiche dei paesi Arabi che fanno parte dell’OPEC.

Il 7 dicembre 2018, i Paesi membri dell’OPEC ed altri alleati hanno raggiunto un accordo per introdurre nuovi tagli alla produzione di petrolio, impegnandosi a ridurre la propria produzione giornaliera di 1,2 milioni di barili in totale. Il nuovo accordo è entrato in vigore il 1 gennaio 2019 ed ha la durata di 6 mesi.

L’Arabia Saudita è stata tra i fondatori dell’OPEC. Il Paese possiede le più grandi riserve di petrolio al mondo, in particolare ad Est, pari al 25% del totale. In particolare, il petrolio costituisce più del 95% delle esportazioni e il 70% delle entrate del governo. Tali fattori hanno portato alla trasformazione di un regno deserto sottosviluppato in una delle nazioni più ricche del mondo, oltre a favorire una rapida modernizzazione.

Riad rappresenta altresì uno dei più grandi esportatori di oro nero e svolge un ruolo principale nell’OPEC. Nel 1999, grazie a tale Paese fu possibile realizzare con successo l’aumento del prezzo del petrolio, raggiungendo i livelli più alti dall’epoca della guerra del Golfo tra Iraq e alleati degli USA.

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Chiara Gentili

di Redazione

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