Migranti: nave con migranti entra nel porto di Lampedusa nonostante il no di Salvini

Pubblicato il 6 luglio 2019 alle 20:19 in Immigrazione Italia

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L’imbarcazione della ONG Mediterranea, con a bordo migranti salvati giovedì 4 luglio, ha attraccato nel porto di Lampedusa nonostante il divieto del Viminale. Anche una nave della ONG tedesca Sea Eye si è diretta verso il medesimo porto, venendo bloccata dalla Guardia di Finanza italiana.

Nel pomeriggio di sabato 6 luglio, prima delle 17.00, l’imbarcazione Alex, appartenente alla ONG italiana Mediterranea e recante a bordo 41 persone, ha sfidato il divieto di attracco nei porti della penisola imposto dal governo di Roma e ha fatto rotta verso il porto di Lampedusa, dove ha poi attraccato. Rispetto alla contravvenzione della decisione imposta dal Ministero dell’Interno italiano, Alessandra Sciurba, portavoce di Mediterranea Saving Humans, ha commentato tramite il suo profilo Twitter: “Non avevamo altra scelta. Siamo stremati ma felici di aver portato in salvo queste persone”. Dopo alcune ore in attesa di indicazioni, senza la possibilità di far sbarcare l’equipaggio, mentre sul molo si sono radunate ambulanze e forze dell’ordine tra cui Guardia costiera e Guardia di Finanza, Sciurba ha commentato nuovamente la situazione in maniera più critica, scrivendo sul social che la situazione è “surreale”, in quanto ci sono persone che rischiano lo svenimento, eppure ancora “nessuno ci dice cosa fare”. La portavoce della ONG ha concluso che si tratta di un vero e proprio “sequestro di persona”, e che non è più uno Stato di diritto. “Devono farci sbarcare”, ha scritto la donna su Twitter.

Non ha tardato ad arrivare la risposta del vicepremier e ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, il quale ha ribattuto sul suo account social: “Non autorizzo nessuno sbarco di chi se ne frega delle leggi italiane e aiuta gli scafisti. Io denunciato per sequestro di persona? Siamo al ridicolo”.

Due giorni prima, giovedì 4 luglio, la barca a vela dell’organizzazione non governativa italiana aveva salvato 54 migranti che si trovavano in pericolo su un barcone, al largo della zona SAR, Search and Rescue, della Libia. A bordo, vi erano anche 3 donne incinte e 4 bambini.

Nella medesima giornata, anche una seconda imbarcazione, la Alan Kurdi, di proprietà della ONG tedesca Sea Eye, ha fatto rotta verso Lampedusa, trasportando a bordo 65 migranti. La nave è però stata fermata da una motovedetta della Guardia di Finanza italiana, la quale le ha notificato un divieto di ingresso formale, spiegando che non può neppure transitare, né sostare, nelle acque territoriali italiane. Anche in questo caso, Salvini ha commentato con intransigenza: “L’imbarcazione è tedesca, vadano in Germania”.

Sempre di sabato, 15 migranti, di probabile origine tunisina, sono stati intercettati dalla Guardia di Finanza su un gommone in prossimità di Trapani, non lontano da Mazara del Vallo, e sono stati fatti sbarcare.  Il gommone è stato poi sequestrato, e l’equipaggio trasferito a Trapani per l’identificazione.

Infine, nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 giugno, 83 migranti pakistani, tra cui 12 minori non accompagnati, sono sbarcati sull’isola di San Pietro, a Taranto. Altri 17 migranti irregolari hanno invece raggiunto le coste della Sardegna meridionale, e sono stati trasportati al centro di accoglienza di Cagliari.

 

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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