Medio Oriente: il ruolo della Cina nella proliferazione di missili e droni

Pubblicato il 6 luglio 2019 alle 6:09 in Cina Medio Oriente

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La Cina ha contribuito in modo significativo alla proliferazione di missili balistici e droni armati in Medio Oriente e non mostra alcun segno di inversione di rotta nel prossimo futuro. È quanto emerge da una recente esclusiva della CNN che conferma come l’Arabia Saudita abbia “intensificato in modo significativo” il suo programma missilistico con l’aiuto della Cina. Anche gli Stati Uniti e i loro alleati europei hanno venduto a lungo miliardi di armi ai loro clienti mediorientali, seppure qualora venissero commessi, in alcuni casi, crimini di guerra, ma sia l’uno che gli altri hanno sistematicamente contenuto la vendita di missili balistici e droni armati.

Ciò è dovuto al timore che tali armi possano cadere nelle mani sbagliate e al fatto che gli Stati Uniti, la Russia e la maggior parte dei Paesi dell’Europa facciano tutti parte del Regime di Controllo della Tecnologia Missilistica (MTCR), un accordo che cerca di impedire la proliferazione di questo tipo di armi. La Cina, d’altra parte, non è firmataria del MTCR.

La CNN ha pubblicato la sua esclusiva sulla base di fonti di intelligence americane, ma i sospetti in merito al coinvolgimento cinese nella vendita di armi in Medio Oriente risale all’incirca a gennaio, quando alcune immagini satellitari hanno rivelato che i sauditi possedevano ciò che sembrava una fabbrica di missili balistici e una stazione di prova apparentemente costruite su un progetto cinese.

Inoltre, verso la fine degli anni ’80, il Regno acquistò missili balistici DF-3A a lunga gittata nucleare che vennero esposti al pubblico per la prima volta in una parata militare, nell’aprile 2014. Nel 2007, i sauditi hanno acquistato dalla Cina missili balistici DF-21 più accurati. Gli Stati Uniti approvarono l’accordo a condizione che la CIA fosse prima autorizzata a ispezionare i missili e a verificare che non fossero dotati di armi nucleari.

Ad oggi, secondo la CNN, Pechino fornisce a Riad un’assistenza militare non specifica per espandere l’infrastruttura e la tecnologia missilistica saudita. Questa rivelazione, unita alla divulgazione delle immagini dell’impianto missilistico all’inizio di quest’anno, indica che la Cina starebbe dando ai sauditi il know-how e le infrastrutture per costruire i propri missili. Nel corso del tempo, ciò potrebbe consentire alle autorità di Riad di impegnarsi in una corsa con i loro avversari iraniani sugli armamenti di missili balistici.

Non sarebbe, tuttavia, una novità nel panorama del Medio Oriente. Già in precedenza, la Cina aveva aiutato la Turchia a sviluppare il proprio arsenale di missili balistici, cominciando alla fine degli anni ’90 con un accordo che permise ad Ankara di produrre missili cinesi B-611 con licenza. La Cina ha anche venduto segretamente al Qatar missili balistici SY-400 a corto raggio, che sono stati rivelati pubblicamente nella parata militare del dicembre 2017, durante il National Day. Inoltre, gli Emirati Arabi Uniti hanno utilizzato i Wing Loongs cinesi nella lunga campagna aerea a guida saudita contro gli Houthi nello Yemen, che va avanti da marzo 2015. Negli ultimi anni, Pechino ha fornito droni armati a diversi Paesi del Medio Oriente, contribuendo notevolmente alla proliferazione di queste armi nella regione in evidente violazione degli obiettivi del MTCR.

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Chiara Gentili

di Redazione

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