Arabia Saudita: intercettati nuovi droni dei ribelli Houthi

Pubblicato il 6 luglio 2019 alle 13:14 in Arabia Saudita Medio Oriente

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La coalizione militare a guida saudita ha reso noto di aver intercettato, giovedì 4 luglio, un nuovo attacco con droni condotto dai ribelli yemeniti Houthi contro un aeroporto civile situato nel sud dell’Arabia Saudita. 

L’aeroporto in questione è quello di Jizan, ha fatto sapere la coalizione araba con un comunicato rilasciato attraverso l’agenzia di stampa ufficiale saudita. Non sono stati segnalati danni né feriti. Prima del comunicato, i ribelli Houthi, attraverso l’emittente controllata dal gruppo, la Al-Masirah TV, hanno rivendicato un duplice attacco con droni che avrebbero bersagliato gli aeroporti di Jizan e di Abha, capitale della provincia meridionale saudita di Asir. La coalizione non ha però confermato il raid su Abha. 

Gli Houthi, i quali sono sotto bombardamenti della coalizione araba a guida saudita dal marzo 2015, hanno intensificato i raid aerei con missili e droni nel giro delle ultime settimane. L’ultimo  attacco era avvenuto martedì 2 luglio, anche in quel caso diretto contro l’aeroporto di Abha, e aveva causato il ferimento di 9 civili.

Il 23 giugno, un attacco analogo contro il medesimo aeroporto civile aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di  altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. L’offensiva era giunta in seguito al lancio di alcuni raid aerei della coalizione saudita contro sistemi di difesa e posizioni militari del gruppo yemenita a Sanaa, avvenuti nella stessa giornata. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Riad accusa l’Iran di fornire agli Houthi le armi utilizzate dai ribelli nelle offensive contro Abha, ma Teheran e il movimento yemenita negano qualsiasi collaborazione militare e le autorità iraniane hanno altresì assicurato di non aver fornito né missili né droni. Dal 20 giugno, i membri della coalizione a guida saudita minacciano di voler prendere “misure serie e tempestive che possano fermare definitivamente la milizia terroristica dello Yemen”. In effetti, i raid aerei di Riad risultano essere aumentati soprattutto contro le postazioni ribelli nella provincia settentrionale di Hajjah e nei pressi della capitale Sanaa.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno cacciato dal Paese il presidente Rabbo Mansour Hadi e hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sanaa, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. Dalla parte dei ribelli, invece, si schierano l’Iran e la milizia libanese di Hezbollah, accusati da Riad di sostenere economicamente e militarmente gli Houthi, nonostante le numerose smentite dei diretti interessati.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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