Primo carico di S-400 russi arriverà in Turchia entro l’8 luglio

Pubblicato il 5 luglio 2019 alle 13:08 in Uncategorized

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Il primo carico dei sistemi di difesa missilistici S-400 che la Turchia ha acquistato dalla Russia verrà spedito domenica 7 luglio e arriverà ad Ankara entro lunedì 8 luglio.

La prima consegna dell’S-400 sarà effettuata tramite 2 aerei cargo che partiranno da una base aerea militare russa, secondo quanto ha riferito un’emittente privata turca, la Haberturk, senza citare la fonte da cui ha reperito tale informazione. Un team tecnico russo dovrebbe, inoltre, supervisionare l’installazione del sistema, che arriverà in Turchia entro lunedì 8 luglio. Washington aveva dichiarato che avrebbe preso provvedimenti contro Ankara nel momento in cui il sistema missilistico fosse entrato nel Paese. 

In precedenza, il governo USA aveva avviato alcune trattative con la Turchia per cercare di sostituire gli S-400 con il sistema balistico Raytheon di produzione statunitense. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, martedì 4 giugno, l’offerta degli Stati Uniti “non era ancora ai livelli degli S-400” russi. Per tale ragione, il presidente turco aveva comunicato, il giorno successivo, di aver “raggiunto un accordo con la Russia” e di non voler fare “alcuna marcia indietro”. In risposta a tali dichiarazioni, gli Stati Uniti avevano deciso, venerdì 7 giugno, di interrompere il programma di addestramento per i militari turchi che dovevano recarsi su suolo USA per formarsi in merito all’utilizzo dei velivoli militari caccia F-35.

Ciò nonostante, la Turchia aveva più volte dichiarato che non avrebbe comunque rinunciato ai piani per acquistare gli S-400 dalla Russia che, da parte sua, aveva reso noto che anche nelle condizioni attuali avrebbe rispettato i termini della consegna ad Ankara. La conferma della disponibilità da parte della Russia ha incentivato la Turchia a perfezionare l’acquisto, avvenuto lo scorso 13 giugno. In tale occasione, il presidente Erdogan aveva dichiarato di aver completato l’acquisto degli S-400 e di sperare di ricevere i sistemi balistici entro il mese successivo. A pochi giorni da tale annuncio, domenica 16 giugno, Erdogan aveva confermato che la consegna sarebbe avvenuto entro la prima metà del mese di luglio. Parallelamente, in merito al rapporto con gli Stati Uniti, la Turchia ha reso noto che la questione sarebbe stata sollevata in occasione dell’incontro tra Erdogan e il suo omologo statunitense, Donald Trump, nel corso del G-20 di Osaka. Nessuna decisione rilevante sembra essere stata presa in tale sede. 

La tensione tra i due Paesi è cruciale dal momento che Ankara aveva in precedenza dichiarato di aver intenzione di acquistare dagli Stati Uniti ulteriori 100 aerei caccia militari prodotti dall’azienda americana Lockheed. Non è chiaro se tale acquisto verrà comunque effettuato. Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che Ankara, uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente dichiarato che le armi russe non possano essere integrate nel sistema di difesa della NATO.

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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