Vertice al Viminale: stop all’immigrazione illegale dal confine orientale

Pubblicato il 4 luglio 2019 alle 9:13 in Immigrazione Italia Slovenia

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Mercoledì 3 luglio si è tenuto un vertice al Viminale in cui è stata discussa la situazione degli ingressi illegali dal confine orientale.

Alla riunione sono stati presenti il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, il capo della Polizia, il prefetto Franco Gabrielli, il presidente del Friuli Venezia, Giulia Massimiliano Fedriga, l’assessore regionale per la Sicurezza, Immigrazione, Autonomie locali, Politiche comunitarie e corregionali, Pierpaolo Roberti, e il prefetto di Trieste, Valerio Valenti. Durante il vertice si sono concordati due obiettivi condivisi. Il primo è lo stop gli arrivi, da attuarsi tramite un maggiore stanziamento di uomini e mezzi nei pressi del confine. Il secondo è drastica diminuzione del numero di immigrati che vengono accolti dal Friuli Venezia Giulia. A seguito della discussione, è stato concordato che il ministro Salvini si recherà venerdì 5 luglio a Triste, per sottoscrivere due intese volte alla realizzazione di tali obiettivi. 

Tale annuncio va ad aggiungersi alle politiche già lanciate per rafforzare la chiusura del Paese lungo il confine orientale. Da lunedì 1 luglio, è stato attivato un servizio di pattugliamento misto tra la polizia di frontiera italiana e quella slovena lungo la fascia di frontiera tra i due Paesi per contrastare l’immigrazione clandestina. I nuovi controlli misti lungo i confini saranno attivi, sul versante italiano, tra le provincie di Trieste e Gorizia, mentre sul versante sloveno tra Koper e Nova Gorica. A prevederlo è un accordo bilaterale firmato tra i direttori dell’Immigrazione e delle Frontiere dei due Paesi, che guarda all’esempio positivo delle iniziative in collaborazione tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza con le Autorità di Polizia di altri Paesi vicini. Simili forme di cooperazione transfrontaliera erano già state avviate con Austria, Svizzera e Francia.

In base al nuovo accordo, agenti della polizia italiana e slovena, precedentemente sottoposti a un training mirato e specifico, effettueranno controlli congiunti lungo entrambi i versanti del confine. Il Viminale ha però reso noto che nel servizio di pattugliamento non saranno presenti membri dell’esercito. L’intesa, ha spiegato Matteo Salvini, consentirà di rafforzare le attività di contrasto all’immigrazione irregolare lungo la cosiddetta “rotta balcanica”, recentemente interessata da una ripresa dei flussi migratori che arrivano in Friuli Venezia Giulia dal confine orientale, attraverso la Bosnia Herzegovina, la Croazia e la Slovenia. Il ministro dell’Interno italiano ha annunciato la notizia affermando: “Dalle parole ai fatti. Dopo aver chiuso i porti, riducendo gli sbarchi dell’85% rispetto a un anno fa, ora sigilliamo le frontiere a Est. Dimostra la serietà delle nostre intenzioni. Collaborare con altri Paesi europei per fermare l’immigrazione clandestina è possibile”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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