Siria: attentato sucida mortale nella città di Suweida

Pubblicato il 4 luglio 2019 alle 11:49 in Medio Oriente Siria

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Almeno 5 civili sono morti e altri 13 sono rimasti feriti a seguito di un attentato suicida che si è verificato mercoledì 3 luglio, nella città siriana di Suweida. Si tratta del primo attacco di questo tipo in Siria nel 2019.

L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha dichiarato che l’attentatore si è fatto saltare in aria mentre si trovava a bordo di una motocicletta e l’agenzia di stampa statale SANA ha pubblicato una foto del veicolo bruciato. La città di Suweida è situata nel Sud della Siria, è abitata da una popolazione a maggioranza druza e, come la quasi totalità del resto del Paese, è controllata dal regime del presidente Bashar Al-Assad. L’attacco non è ancora stato rivendicato, anche se il quotidiano The New Arab sottolinea che lo Stato Islamico ha frequentemente preso di mira l’area.

Durante il 2018, numerosi rapimenti erano avvenuti durante una serie di attacchi coordinati dell’ISIS contro la stessa provincia di Sweida. Questi erano iniziati il 25 luglio 2018 e avevano provocato la morte di oltre 250 persone. Secondo quanto aveva riferito il quotidiano Al-Monitor, la Russia tentò, in tale occasione, di negoziare la liberazione di circa 30 ostaggi civili, appartenenti alla minoranza religiosa drusa. Tuttavia, le negoziazioni fallirono e il regime lanciò un’offensiva militare nella regione.

L’ISIS è apparso in Siria nel 2013, dopo la conquista di vaste porzioni del territorio iracheno. Il gruppo aveva dichiarato l’istituzione di un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Tuttavia, in seguito alla battaglia di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, ha perso terra, mantenendo solamente il controllo di piccole aree isolate e desertiche, tra cui alcune parti nord-orientali di Sweida, diverse zone nella provincia di Daraa, e aree vicine ad Abu Kamal, attualmente circondata ad ovest da forze governative e ad est da forze curde.

Le Syrian Democratic Forces (SDF), sostenute dalla coalizione a guida USA, hanno progressivamente liberato le roccaforti dello Stato Islamico in Siria e in Iraq. Le SDF hanno partecipato alla liberazione delle principali roccaforti dell’organizzazione terroristica in Siria, in particolare Raqqa, il 17 ottobre 2017, Deir Ezzor, il 3 novembre 2017, e Albu Kamal, il 19 novembre 2017. Dopo numerosi altri scontri, sabato 23 marzo 2019, le SDF hanno ufficialmente riconquistato Baghouz ponendo fine al califfato jihadista. La liberazione di tale roccaforte ha rappresentato un evento decisivo nella lotta contro i terroristi. Tuttavia, questi continuano a lanciare attacchi sporadici nel Paese. Inoltre, in Siria esiste oggi il problema della gestione dei prigionieri.

Un esempio recente è quello del foreign fighters italiano, Samir Bougana, che è stato rimpatriato, giovedì 27 giugno, dopo essere stato arrestato in Siria. Il ragazzo ha 25 anni ed è di origini marocchine. Bougana era nato a Gavardo, vicino Brescia, e si è trasferito all’età di 16 anni in Germania, dove ha iniziato ad avvicinarsi all’ideologia jihadista, frequentando alcune moschee. A 19 anni si radicalizza e parte con la moglie per la Siria, nel 2013. Ha combattuto prima per una milizia affiliata ad Al Qaeda e poi con l’ISIS. I procuratori di Brescia avevano aperto un’inchiesta su di lui nel 2015 a seguito della quale era stato emesso un mandato di cattura. È rientrato in Italia grazie alla cooperazione tra le autorità italiane e l’FBI, che sono entrate in contatto con le forze curdo-siriane a cui Bougana si era arreso nell’agosto 2018.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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