Putin firma sospensione trattato INF

Pubblicato il 4 luglio 2019 alle 8:14 in Russia USA e Canada

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Vladimir Putin ha firmato la legge sulla sospensione del trattato INF sulla liquidazione dei missili a corto e medio raggio.

Il presidente russo ha firmato una legge federale che regola la sospensione del Trattato sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio (trattato INF), mercoledì 3 luglio la norma è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale on-line della Federazione russa.

“Sospendere la validità del Trattato tra l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e gli Stati Uniti d’America sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio firmato nella città di Washington l’8 dicembre 1987” – si legge nell’intestazione del documento.

All’inizio di quest’anno Washington ha annunciato la propria uscita unilaterale dal trattato INF, accusando la Russia di violarne da tempo le condizioni. Mosca ha respinto le accuse in ripetute occasioni. Vladmir Putin il 2 febbraio scorso aveva annunciato che la Russia avrebbe risposto alla decisione unilaterale degli USA di uscire dal trattato sospendendo a sua volta la propria partecipazione all’accordo.

Putin ha sottolineato che la Russia non deve lasciarsi trascinare in una corsa agli armamenti, che sarebbe sconveniente per Mosca e che non lo farà. Il presidente russo ha aggiunto che tutte le proposte della Russia sul disarmo “restano sul tavolo delle trattative e le porte del dialogo sono aperte”.

L’accordo sulla liquidazione dei missili a medio e corto raggio fu firmato da URSS e USA nel 1987. Il trattato INF prevedeva la distruzione, da parte di entrambi i firmatari, del loro arsenale di missili balistici e da crociera basati a terra a raggio medio (1000-5500 km) e corto (500-1000 km), e di non produrne, testarne e svilupparne altri in futuro.

Il 20 ottobre 2018, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di ritirarsi dal trattato INF, dal momento che Mosca, secondo le informazioni in possesso di Washington, non adempie ai suoi obblighi sin dal 2014.

Trump aveva sottolineato che Washington ha bisogno di rafforzare il suo potenziale nucleare in risposta alle violazioni russe del trattato INF ed ha aggiunto che avrebbe ripreso la corsa agli armamenti finché “a Mosca non rinsaviranno”. Dopodiché, spiegava ancora Trump “gli Stati Uniti saranno pronti a fermare questo processo e persino a procedere con la riduzione delle armi”. In diverse occasioni Trump ha spiegato che è un messaggio indirizzato principalmente a Cina e Russia. Anche in occasione del G20 di Osaka degli scorso 28 e 29 giugno, nel corso del vertice bilaterale, USA e Russia hanno ribadito l’invito a Pechino a unirsi al dialogo per il disarmo.

Mosca ha detto che avrebbe risposto in maniera speculare se nuovi missili americani fossero stati schierati in Europa. Secondo Vladimir Putin, i paesi disposti a schierare armi statunitensi dovrebbero rendersi conto che stanno mettendo il loro territorio a rischio di un possibile attacco di rappresaglia.

Il Cremlino ha ripetutamente sottolineato che Mosca ha presentato diverse domande a Washington sull’attuazione del trattato da parte degli stessi americani. In particolare, la Russia indica che gli Stati Uniti stanno schierando in Romania e in Polonia installazioni in grado di lanciare missili da crociera tipo Tomahawk, vietati dall’accordo. Inoltre, secondo la Russia, gli Stati Uniti stanno sviluppando droni d’attacco e finanziano la ricerca sulla creazione di missili da crociera basati a terra.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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