Uruguay: primarie tra rinnovamento e conservatorismo

Pubblicato il 3 luglio 2019 alle 14:09 in America Latina Uruguay

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Meno di quattro mesi prima delle elezioni presidenziali in Uruguay, le primarie delle tre principali coalizioni hanno disegnato un panorama di cauto rinnovamento nella coalizione di sinistra Frente Amplio e nello storico Partito Colorado, mentre il principale partito di opposizione, il Partito Nazionale, è stato scosso dall’irruzione del milionario Juan Sartori, che, sebbene giunto secondo con largo margine rispetto al vincitore, Luis Lacalle Pou, si è ritagliato uno spazio importante nella politica nazionale.

Le primarie sono state inaspettatamente tese e competitive, in netta rottura con la tradizione politica uruguayana, generalmente aliena alle tensioni che invece contraddistinguono la vita politica dei vicini Argentina e Brasile. La principale novità del voto di domenica è stata la clamorosa vittoria di Ernesto Talvi all’interno del Partido Colorado (la formazione liberale di centro-destra che ha dominato la politica uruguayana nel XX secolo). Talvi ha sconfitto l’ex presidente Julio María Sanguinetti, principale fautore del ritorno del paese alla democrazia dopo la dittatura militare (1973-85). Dato per sconfitto da tutti i sondaggi per mesi, Talvi, un economista con poca esperienza politica, ha ottenuto uno spettacolare successo che spinge al rinnovamento delle strutture del tradizionale Partdo Colorado.

Senza sorpresa, l’ingegnere Daniel Martínez ha vinto le primarie del Frente Amplio (FA), al governo ormai da quindici anni prima con Tabaré Vázquez, poi con José Mujica e nuovamente con Vázquez. Sconfitti Carolina Cosse, il comunista Óscar Andrade e Mario Bergara. La vittoria di Martínez, esponente dell’ala moderata della coalizione di sinistra, ex ministro dell’Industria, ex senatore e fino a poche settimane fa sindaco di Montevideo, non è mai stata messa in dubbio dai sondaggi.

Il buon clima della competizione significa l’arrivo di volti nuovi ai vertici del Frente Amplio, che ha improvvisamente sostituito tre delle sue grandi figure: il due volte presidente Tabaré Vázquez, l’ex guerrigliero e amatissimo ex presidente José Mujica e lo storico ministro dell’Economia Danilo Astori, cui si devono 15 anni di crescita economica intinterrotta. Il rinnovamento delle persone, tuttavia, ha lasciato secondo gli esperti locali un vuoto di idee, poiché la coalizione di sinistra non sembra avere un programma politico ambizioso per i prossimi anni. Non è un caso se, per la prima volta dopo quindici anni, alle primarie del Partito Nazionale hanno preso parte più persone che a quelle della coalizione di sinistra (41,6% contro 23,7%). 

Con la vittoria di Luis Lacalle Pou, il Partito Nazionale (PN) può tirare un sospiro di sollievo, dopo mesi di polemiche interne anche molto violente. Lacalle Pou ha sconfitto il milionario Juan Sartori che, sconosciuto agli uruguaiani fino a sei mesi fa, aveva lanciato una vera e propria OPA sul partito. Lacalle Pou ha superato il 53% dei voti mentre Sartori, genero del miliardario russo Dimitrij Rybolovlev, si è fermato al 21%. 

L’ultimo mese è stato un incubo per la dirigenza del PN, con una campagna sporca che, secondo i sostenitori di Lacalle Pou, è stata orchestrata da Juan Sartori. Fino all’ultimo giorno, il miliardario nato in Uruguay, ma che non ha mai vissuto nel paese, ha schierato mezzi finanziari mai visti alle primarie uruguaiane, dando vita a situazioni insolite, come per esempio il fatto che Sartori stesso, a 38  anni, ha votato per la prima volta nella sua vita proprio alle primarie. 

Non appena conosciuto il risultato, Sartori ha annunciato che avrebbe continuato la sua avventura politica. “Siamo venuti a stare” – ha affermato e ha espresso rammarico per il fatto che la politica uruguaiana fosse “resistente ai cambiamenti”. Sartori ha anche rivendicato a Lacalle il posto di vicepresidente nella formula presidenziale per le elezioni di ottobre.  Lacalle Pou lo ha escluso immediatamente  e ha scelto come sua compagna di formula Beatriz Argimón, attuale presidente del PN e figura che potrebbe unificare il partito.

Generalmente le primarie, che si tengono in contemporanea per tutte le formazioni e sono aperte a tutta la popolazione, rappresentano una sorta di ‘prova generale’ delle presidenziali. La novità introdotta da Sartori, tuttavia, lascia perplessi i politologi locali. I quasi venti punti di vantaggio del PN sul Frente Amplio (il partido Colorado è terzo con il 17%), potrebbero essere infatti giustificati dalla mobilitazione a favore o contro Sartori, i cui voti potrebbero non tornare al PN alle presidenziali di ottobre.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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