Le ultime dichiarazioni di Erdogan sugli Uiguiri dello Xinjiang

Pubblicato il 3 luglio 2019 alle 18:26 in Cina Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avrebbe dichiarato che nella regione Uiguri dello Xinjiang le varie etnie vivono felici, grazie alla prosperità garantita dalla Cina.

Erdogan ha incontrato il presidente cinese, Xi Jinping, presso la Grande Sala del Popolo di Pechino, martedì 2 luglio. Le dichiarazioni rilasciate in tale occasione, riportate dal quotidiano The New Arab, che cita fonti cinesi, se verificate, potrebbero rappresentare un netto rovesciamento della posizione di Ankara sulla repressione portata avanti da Pechino nella regione, contro la minoranza musulmana degli Uiguri. Tuttavia, quattro mesi prima, il Ministero degli Esteri turco aveva definito il trattamento di questi individui “un grande imbarazzo per l’umanità”. “La Turchia rimane fedele alla politica della Cina unica”, avrebbe affermato Erdogan, “sottolineando che è un dato di fatto che cittadini di varie etnie vivono felici nella regione autonoma dell’Uighur dello Xinjiang grazie alla prosperità della Cina, e la Turchia non permetterà a nessuno di creare tensioni nelle sue relazioni con la Cina”. 

Gli uiguri sono un’etnia turcofona di religione islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han, e costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione. Sin dagli anni ’90, i membri dell’etnia avevano avviato un’attività indipendentista, che tuttavia è sempre stata repressa dalla Repubblica Popolare Cinese. Pechino ha quindi attuato azioni di soppressione culturale, repressione religiosa e discriminazioni contro la popolazione. Migliaia di uiguri musulmani sono attualmente detenuti in quelli che la Cina ha definito “campi di rieducazione politica”, nella regione occidentale del Xinjiang. 

La Cina è accusata di aperte violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione uiguri, in particolare di torture ai danni dei detenuti e di controllo oppressivo della religione e della cultura uigure. Pechino, da parte sua, respinge ogni accusa. Nel corso degli anni, centinaia, plausibilmente migliaia, di cittadini cinesi uiguri sono fuggiti dallo Xinjiang viaggiando clandestinamente attraverso il Sud-est asiatico per arrivare in Turchia. Le autorità cinesi, di rimando, accusano gli estremisti separatisti in seno alla minoranza degli uiguri di ordire attacchi contro la maggioranza Han che vive nella restante parte territorio settentrionale di Xinjiang e in altre parti della Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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