Le nomine dei nuovi leader dell’Unione Europea

Pubblicato il 3 luglio 2019 alle 17:31 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una panoramica dei nuovi protagonisti della politica europea: chi sarà a capo della Commissione, del Parlamento, della Banca Centrale, del Consiglio e della Politica Estera dell’UE.

Ursula Von der Leyen, 60 anni, è stata nominata presidentessa della Commissione. Già ministro della Difesa tedesco, la Von der Leyen tornerà nella sua città natale, Bruxelles, appena il Parlamento confermerà il suo ruolo alla guida della più influente istituzione dell’Unione. Il padre aveva già ricoperto tale ruolo. Dottoressa in medicina ed economista, è membro della Democrazia Cristiana del Cancelliere Angela Merkel. La Von der Leyen è stata la prima, e per ora unica, donna ministro della Difesa della Germania, e in precedenza aveva ricoperto il ruolo di Ministro degli Affari Familiari. Al settimanale tedesco Die Zeit, nel 2015, aveva dichiarato che sperava che i suoi nipoti vivessero negli Stati Uniti d’Europa e aveva, inoltre, espresso il suo sostegno all’idea di un esercito europeo. Una delle principali priorità per la Von der Leyen sarà la supervisione della Brexit.  

Già una delle più importanti autorità politiche del mondo, Christine Lagarde, l’amministratore delegato del Fondo Monetario Internazionale, sarà il capo della Banca Centrale europea. La Lagarde, 63 anni, ha guidato l’IMF dal 2011, quando ha sostituito Dominique Strauss-Kahn che era stato accusato di violenza sessuale in un caso che è successivamente decaduto. Economista, a metà degli anni 2000, la Lagarde si dedicata alla politica, in Francia, ricoprendo diversi incarichi di gabinetto durante la presidenza di Nicolas Sarkozy, tra cui quella del ministro delle Finanze. La Lagarde è stata nominata direttamente alla Banca centrale e non richiede una conferma da parte del parlamento. È considerata da molti un negoziatore duro ed energico, capacità estremamente necessarie per coordinare la politica monetaria e le principali decisioni economiche delle 19 nazioni dell’eurozona, che comprendono circa 340 milioni di persone.

Il nuovo presidente del Consiglio europeo sarà Charles Michel, il primo ministro ad interim del Belgio. Il Paese non ha ancora formato un governo dopo le elezioni nazionali, che si sono tenute il 26 maggio di quest’anno. A 43 anni, Charles Michel è tra i leader europei più giovani, ed è cresciuto circondato dalla politica: suo padre, Louis Michel, era un noto politico liberale e lui stesso un ex commissario europeo. Michel, che come suo padre fa parte del partito liberale, è diventato consigliere provinciale a 18 anni, il più giovane membro del parlamento belga, a 23 anni, ministro regionale l’anno successivo, e il più giovane primo ministro belga nel 2014, a 38 anni. Come primo ministro, si è dimostrato efficace nel mantenere insieme un fragile governo di coalizione tra i nazionalisti fiamminghi di destra e liberali valloni, per quasi cinque anni. L’alleanza alla fine si è sciolta alla fine dell’anno scorso, quando i nazionalisti fiamminghi hanno assunto una posizione più dura nei confronti della migrazione e hanno deciso di staccare la spina al governo. Michel è noto per i suoi modi discreti e il linguaggio diplomatico, che spesso lascia spazio ai compromessi. Anche la sua nomina non richiede la conferma da parte del parlamento europeo.

Per il ruolo di Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza è stato nominato lo spagnolo Josep Borrell, 72 anni. Precedentemente ministro degli Affari esteri, dell’Unione Europea e della Cooperazione spagnolo, per il governo Sanchez. Ha iniziato la sua carriera politica come parlamentare, in Spagna, nel 1986 ed ha ricoperto la carica di ministro numerose volte. Nel 2002 ha partecipato alla Convenzione europea sul futuro dell’Europa. Nel 2004 è diventato presidente dell’Europarlamento, ruolo che ha conservato fino al 2007. Secondo quanto riferisce il New York Times, Borrell nel corso della sua carriera si è dimesso due volte a causa di indagini per corruzione politica tra membri del suo entourage: una volta come leader del partito socialista alla fine degli anni ’90 e una seconda volta come presidente dell’Istituto Europeo di Firenze, in Italia, nel 2012. Il suo ruolo richiede la conferma da parte del Parlamento europeo.

David Sassoli, 63 anni, è il nuovo presidente del Parlamento europeo. Con 345 voti l’eurodeputato italiano del Partito Democratico ha battuto i suoi avversari. Sassoli da parte dell’eurogruppo Socialisti&Democratici e ha sconfitto l’avversario ceco dei Conservatori e riformisti, Jan Zahradil, la tedesca dei Verdi, Ska Keller, e la spagnola Sira Rego, del gruppo Gue-Sinistra. Nel suo primo discorso Sassoli ha ringraziato il suo predecessore, Antonio Tajani e ha sottolineato l’urgenza di riformare le norme in materia di immigrazione. “È arrivato il momento di ridiscutere il regolamento di Dublino”, ha dichiarato Sassoli. Fra i temi più rilevanti che questo parlamento europeo dovrà affrontare ci sono: il cambiamento climatico, la “democratizzazione” dell’Europa e il contrasto ai nazionalismi. Durante il suo discorso, i seggi degli eurodeputati del Brexit Party sono rimasti deserti. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.