Argentina: migliora l’economia, Macri rimonta nei sondaggi

Pubblicato il 3 luglio 2019 alle 6:30 in America Latina Argentina

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L’economia argentina migliora e con questa l’immagine di Mauricio Macri e le sue possibilità di rielezione a ottobre. La data chiave è stata il 29 aprile, quando il Fondo Monetario Internazionale ha autorizzato la Banca Centrale Argentina a utilizzare i dollari del salvataggio finanziario per frenare la caduta del peso. Da allora, i dati hanno iniziato a migliorare. La valuta locale si è consolidata rispetto al dollaro, l’inflazione scende al di sotto del 3% al mese per la prima volta dopo quindici mesi e l’attività economica se non si riprende, per lo meno ha frenato la caduta continua registratasi dall’aprile 2018. Sono dati che gli economisti continuano a considerare negativi, ma dopo oltre un anno di recessione, Macri può ora almeno promettere un futuro migliore, il che, in campagna elettorale, è comunque un vantaggio, tanto che la miglioria economica si riflette nei sondaggi. Per la prima volta, l’immagine del presidente ha smesso di cadere e i sondaggi riducono da cinque a nove punti il vantaggio che il candidato kirchnerista Alberto Fernández ha sul presidente uscente per le primarie di agosto e per le elezioni presidenziali di ottobre.

Macri è tornato a Buenos Aires dopo un viaggio che lo ha portato a Giakarta prima e poi a Osaka dove ha partecipato all’ultimo summit del G20. In patri ha portato l’accordo di libero scambio annunciato venerdì dall’Unione Europea e dal Mercosur, un risultato che il presidente argentino mostra come il culmine della sua politica di apertura al mondo. “È il più importante della nostra storia” – ha dichiarato euforico. Ora inizia una lunga discussione con i settori produttivi coinvolti, mentre i dibattiti parlamentari per la messa in atto dell’accordo quasi sicuramente toccheranno al prossimo governo. Tuttavia, Macri può essere soddisfatto: in piena campagna elettorale, l’accordo con la UE è un marchio di qualità che, spera, aumenterà la fiducia in Argentina e nell’Argentina.

I mercati hanno risposto molto bene alla notizia dell’accordo. Lunedì 1 luglio, il peso si è leggermente apprezzato rispetto al dollaro, nonostante il fatto che la Banca Centrale abbia abbassato i tassi di interesse monetario dal 62,5% al 58%. L’accesso al credito è una chimera con tassi simili, ma almeno sono tornati al di sotto del 75% che avevano raggiunto nel momento peggiore della crisi, un anno fa. Macri può celebrare alcuni “germogli verdi”, come dice il governo ogni volta che la situazione economica cessa di peggiorare. Da aprile, il tasso di cambio si è apprezzato del 7%, le azioni sono aumentate del 45% in Borsa e l’attività economica è scesa dell’1,3% ad aprile, la contrazione più bassa dall’inizio della crisi. Il peggio è già successo e il recupero, sottolineano i macristi, è prossimo.

Il governo che uscirà dalle urne del 27 ottobre prossimo erediterà un’economia in recessione e problemi difficili da risolvere. La disoccupazione è per la prima volta dal 2006 superiore al 10%, i consumi sono crollati e gli stipendi non riescono a mantenere il passo dell’inflazione. L’anno scorso il potere d’acquisto dei lavoratori è diminuito del 12%. La povertà, il metro con cui Macri nel 2015 aveva chiesto di misurare il successo o il fallimento della sua gestione, è al 32%. La scadenza del debito estero contratto con il FMI, dopo un accordo di 57 miliardi di dollari, sarà un onere pesante. Tuttavia il peggio sembra passato. Quanto il miglioramento delle condizioni economiche gioverà realmente a Macri, si saprà solo a urne chiuse. 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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