Venezuela: salta il dialogo tra chavismo e opposizione

Pubblicato il 2 luglio 2019 alle 9:37 in America Latina Venezuela

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La morte del capitano della Marina, Rafael Acosta Arévalo, accusato di cospirazione e tentato golpe contro il presidente del Venezuela Nicolás Maduro, mentre era in custodia dei servizi segreti, alimenta una nuova crisi politica a Caracas. La morte del militare e le accuse di tortura rivolte agli agenti del controspionaggio militare hanno indotto Juan Guaidó ad annullare la partecipazione dei suoi inviati all’appuntamento programmato per questa settimana tra le delegazioni dell’Assemblea nazionale e del governo, come confermato da diverse fonti dell’opposizione. L’incontro si sarebbe dovuto tenere nel quadro del ciclo di conferenze sponsorizzato dalla Norvegia e in questa occasione era previsto che il vertice si tenesse a Barbados.

Acosta Arévalo era stato arrestato il 21 giugno scorso mentre partecipava ad un incontro con esponenti dell’opposizione e delle forze armate nello stato di Miranda. Nei giorni successivi, Jorge Rodríguez, ministro della comunicazione e dell’informazione, ha svelato il mistero degli arresti accusando i militari fermati di aver condotto una cospirazione per rovesciare il governo chavista. Sabato 29 giugno i parenti hanno ricevuto notizia della morte di Acosta. Dopo due giorni di silenzio il ministero della Difesa e il procuratore generale della Repubblica hanno diffuso versioni contraddittorie sui fatti.

Il governo ha negato ogni violazione dei diritti umani e difeso il giusto processo nelle indagini. “Di fronte alle intenzioni continue e alla doppiezza dei nemici della Costituzione e della pace, di perpetrare tentativi di colpi di stato (…), gli organi di sicurezza dello Stato hanno intrapreso un processo senza soluzione di continuità di mesi di inchiesta che ha portato allo smantellamento di questi piani criminali e l’arresto di terroristi rei confessi” – si legge in una dichiarazione rilasciata domenica 30 giugno in cui si assicura anche che Maduro ha chiesto un’indagine al pubblico ministero sulla morte di Acosta.

Il documento afferma che il detenuto era accusato di “gravi atti di terrorismo, sedizione e tentato omicidio del Presidente della Repubblica”, ma in una dichiarazione separata, firmata dal procuratore generale Tarek William Saab, si afferma che non era mai apparso in tribunale e Ministero di Difesa sottolinea che il detenuto era svenuto prima di iniziare l’udienza preliminare.

Alonso Medina Roa, l’avvocato della famiglia Acosta, denuncia che solo due funzionari della Direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM) sono stati fermati con l’accusa di essere autori dell’omicidio per aver ignorato la legislazione anti-tortura.

La morte di Acosta mette in dubbio il prosieguo di negoziati già di per sé “deboli”. Gli Stati Uniti, la Colombia e diverse organizzazioni internazionali deplorano gli arresti arbitrari e le torture degli oppositori in Venezuela. Il Gruppo di Lima “esorta la comunità internazionale, in particolare l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, ad agire senza indugio affinché i diritti dei venezuelani vengano ripristinati e protetti nella loro integrità”. La stampa ricorda che  cinque prigionieri politici sono morti sotto la custodia delle forze di sicurezza dello Stato durante il mandato di Maduro.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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