Trump: il Messico sta facendo un ottimo lavoro

Pubblicato il 2 luglio 2019 alle 9:49 in Messico USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiarito lunedì 1 luglio che la minaccia di imporre tariffe al Messico come punizione per non opporsi all’ondata migratoria non è più sul tavolo. “Penso che il presidente Andrés Manuel López Obrador stia facendo un ottimo lavoro” – ha detto il leader repubblicano dopo aver firmato un pacchetto di aiuti da 4,6 miliardi di dollari approvato dal Congresso per aiutare il governo federale a gestire l’aumento degli immigrati centroamericani al confine tra Stati Uniti e Messico. Lo scorso 2 giugno, Trump aveva annunciato dazi graduali su tutti i prodotti messicani, che ha poi sospeso dopo aver raggiunto un accordo di immigrazione con il vicino meridionale, che si è impegnato a indurire le politiche migratorie ed è arrivato a schierare 16.000 agenti alla frontiera con gli USA e oltre 6.000 alla frontiera con il Guatemala.

“Le tariffe contro il Messico sono fuori dal tavolo?” – ha chiesto un giornalista al presidente, che ha risposto: “Bene, per ora lo sono”. La risposta lascia aperta la possibilità di imporre tariffe ai prodotti messicani. A fine di maggio Trump ha annunciato un prelievo del 5% su tutti i prodotti importati dal Messico, dazi che sarebbero gradualmente aumentati fino al 25% fino a quando Washingron non avesse percepito un miglioramento nel controllo dei migranti alla frontiera. López Obrador ha reagito rapidamente per evitare lo scenario sollevato dal vicino settentrionale e dopo una settimana di negoziati, gli Stati Uniti hanno ritirato la minaccia, con l’impegno del Messico di “registrare e controllare le entrate al confine”, nonché “di schierare la Guardia nazionale in tutto il territorio e in particolare al confine meridionale “.

Trump ha affermato che l’arrivo di migranti senza documenti al confine degli Stati Uniti è stato “notevolmente ridotto”. “È stato a causa dei dazi, ma la cosa importante è che i messicani stanno facendo un ottimo lavoro e López Obrador è molto intelligente nel farlo perché sembra che abbia schierato molti soldati, ma questa è una piccola parte di quello che sarebbe potuto costare al Messico” – ha detto il presidente USA, citando  i 16.000 agenti inviati dal presidente messicano questo fine settimana al confine settentrionale, oltre ai 6.000 soldati al confine con il Guatemala. Il governo degli Stati Uniti ha riferito lunedì 1 luglio che durante i primi tre mesi nell’anno sono stati espulsi 62.968 immigrati, il 5,4% in meno rispetto al dato registrato nel trimestre precedente.

La scorsa settimana, il presidente USA ha affermato, avviando la sua campagna per la rielezione nel 2020, che la sua approvazione tra gli ispanici era aumentata di 17 punti fino a raggiungere il 50% perché era “duro al confine”. A giugno, i sondaggi gli davano un’approvazione tra il 25 e il 30% nella comunità ispanica. Tuttavia, lunedì Trump ha ribadito il suo argomento: “Chi sa meglio di chiunque stia entrando nel nostro confine? Gli ispanici. Gli ispanici amano quello che faccio perché, prima di tutto, non vogliono perdere il lavoro”. Il presidente ha anche detto che gli agenti di pattuglia di confine sono” molto arrabbiati “con i democratici perché “vogliono aprire i confini”.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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