Etiopia: daremo le nostre vite per proteggere la sovranità del Paese

Pubblicato il 2 luglio 2019 alle 17:00 in Africa Etiopia

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Il primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed, ha lanciato un avvertimento a coloro che hanno pensato di rovesciare il suo governo. Tale monito arriva a seguito del tentato colpo di Stato nella regione Nord-occidentale dell’Amhara.

Rivolgendosi ai parlamentari dell’Assemblea legislativa del Paese, lunedì 1° luglio, il primo ministro ha fatto esplicitamente riferimento agli eventi di Amhara. “Si è trattato di un atto per rovesciare il potere”, ha dichiarato Abiy. “Il governo sta ora prendendo tutte le misure necessarie per proteggere l’ordine costituzionale e arrestare le persone che si celano dietro tali crimini”, ha aggiunto il premier etiope. “Il potere in Etiopia rimarrà nelle mani dei rappresentanti eletti”, ha continuato. Abiy ha poi avvertito i sovversivi: “Se c’è qualcuno che minaccia la sovranità del Paese, li combatteremo con un Kalashnikov, non con una penna. La sovranità dell’Etiopia non è in discussione. Daremo le nostre vite per questo”.

Il 22 giugno, si era verificato un tentativo di golpe a Bahir Dar, capitale regionale dello Stato Amhara, che era poi fallito. I cospiratori avevano intenzione di rovesciare Ambachew Mekonnen, il capo del governo regionale di Amhara, situato a Nord della capitale. In un secondo momento, è stato comunicato che Mekonnen è rimasto ucciso nel tentato golpe, insieme a un suo consigliere. Inoltre, in un attacco separato avvenuto nella mattinata successiva, domenica 23 giugno, un addetto stampa del primo ministro ha comunicato che il Generale etiope Seare Mekonnen, Capo di Stato maggiore dell’esercito, era a sua volta stato ucciso da un proiettile sparato dalla sua guardia del corpo. Il 24 giugno, le autorità dell’Etiopia avevano dichiarato di aver ucciso il leader del fallito colpo di Stato. Si sarebbe trattato del generale Asamnew Tsige. 

Il governo ha dichiarato di aver arrestato 225 persone, sospettate di coinvolgimento nella violenza. I membri dell’opposizione accusano Abiy di star utilizzando tali eventi per mettere a tacere il dissenso, arrestando personalità politiche scomode per il primo ministro. “Delle centinaia di persone arrestate dopo l’assalto della scorsa settimana, solo 5 sono state portate in tribunale ad Addis Abeba. E quei 5 sono accusati di reati legati al terrorismo “, ha riferito Eskinder Nega, giornalista locale, che ha accusato il partito al governo di Abiy di voler utilizzare la legge antiterrorismo per eliminare i propri avversari politici. Inoltre, a seguito del tentato colpo di Stato, l’accesso ad internet è stato limitato in tutto il Paese e solo alcuni uffici e hotel possono accedere alla rete tramite connessioni satellitari. 

Nel discorso tenuto di fronte ai parlamentari, Aiby ha confermato che più di 1.200 persone sono state arrestate negli ultimi anni per accuse legate al terrorismo, per incitamento alle violenze etniche, sabotaggio economico, commercio illegale di armi, transazioni monetarie illegali e traffico di esseri umani. Tali violenze hanno sconvolto il Paese, ma il governo sostiene di essere prontamente intervenuto. Il premier ha poi aggiunto che circa 1,1 milioni di etiopi hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni, nell’ultimo anno, facendo salire il numero di sfollati interni a 2,3 milioni di persone. Tuttavia, Abiy ha comunicato che circa 2,1 milioni di questi individui sono riusciti a tornare nelle proprie città.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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