Arabia Saudita: Houthi attaccano aeroporto di Abha, 9 civili feriti

Pubblicato il 2 luglio 2019 alle 13:51 in Arabia Saudita Yemen

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Un nuovo attacco dei ribelli yemeniti Houthi, compiuto contro un aeroporto nel sud dell’Arabia Saudita, ha ferito 9 civili, martedì 2 luglio. “L’attacco terroristico all’aeroporto di Abha ha provocato il ferimento di 9 civili, 8 sauditi e 1 con passaporto indiano”, ha riferito un portavoce della coalizione di Riad che combatte nella guerra civile in Yemen. Da qualche settimana, gli Houthi hanno dichiarato, attraverso il loro canale televisivo Al-Masira, di aver lanciato “una vasta operazione militare con droni contro gli aerei da guerra nell’aeroporto internazionale di Abha”. I ribelli, quindi, hanno intensificato i bombardamenti e gli attacchi missilistici oltre il confine yemenita nell’ultimo periodo. Per contrastare le offensive, la coalizione araba, il 29 maggio, ha lanciato un’operazione militare con l’obiettivo di neutralizzare le capacità offensive degli Houthi. Mercoledì 19 giugno, alcuni parlamentari della Lega Araba si sono riuniti al Cairo, in Egitto, e hanno esortato le Nazioni Unite a inserire gli Houthi nella lista delle organizzazioni terroristiche, accusandoli di numerosi attacchi contro l’Arabia Saudita.

Il 23 giugno, un attacco analogo contro l’aeroporto civile di Abha aveva provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di altre 21 persone. Il 15 giugno, gli Houthi avevano colpito per mezzo di droni entrambi gli aeroporti sauditi di Jizan e Abha, rendendoli inagibili. L’offensiva era giunta in seguito al lancio di alcuni raid aerei della coalizione saudita contro sistemi di difesa e posizioni militari del gruppo yemenita a Sanaa, avvenuti nella stessa giornata. Qualche giorno prima, il 12 giugno, l’aeroporto di Abha era stato attaccato da diversi missili da crociera lanciati dai ribelli sciiti. Tale operazione aveva causato il ferimento di 26 persone.

Riad accusa l’Iran di fornire agli Houthi le armi utilizzate dai ribelli nelle offensive contro Abha, ma Teheran e il movimento yemenita negano qualsiasi collaborazione militare e le autorità iraniane hanno altresì assicurato di non aver fornito né missili né droni. Dal 20 giugno, i membri della coalizione a guida saudita minacciano di voler prendere “misure serie e tempestive che possano fermare definitivamente la milizia terroristica dello Yemen”. In effetti, i raid aerei di Riad risultano essere aumentati soprattutto contro le postazioni ribelli nella provincia settentrionale di Hajjah e nei pressi della capitale Sanaa.

La guerra civile in Yemen è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno cacciato dal Paese il presidente Rabbo Mansour Hadi e hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sanaa, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti. Dalla parte dei ribelli, invece, si schierano l’Iran e la milizia libanese di Hezbollah, accusati da Riad di sostenere economicamente e militarmente gli Houthi, nonostante le numerose smentite dei diretti interessati.

Nei 4 anni del conflitto yemenita, gli Houthi sono riusciti a sviluppare sistemi missilistici, divenuti armi strategiche in grado di minacciare l’intera area del Golfo. La coalizione a guida saudita ha dichiarato che, fino ad ora, sarebbero 218 i missili balistici lanciati contro l’Arabia Saudita da parte dei ribelli.

dati aggiornati sulla guerra civile in Yemen riferiscono che il numero di morti, dall’inizio del conflitto, ha superato le 91.600 persone.

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Chiara Gentili

di Redazione

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