USA-Corea del Nord: visita di Trump e nuove prospettive diplomatiche

Pubblicato il 1 luglio 2019 alle 18:03 in Corea del Nord USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Domenica 30 giugno si è tenuto, dopo mesi di gelo diplomatico, un incontro ufficiale tra il presidente americano Donald Trump e il suo omologo nord-coreano Kim Jong Un, segno che i colloqui sul nucleare tra i due Paesi potranno riprendere a breve. Trump e Kim, che si sono incontrati al confine tra le due Coree, hanno deciso di organizzare nuove squadre diplomatiche pronte a intraprendere futuri negoziati di alto livello. L’incontro ha interrotto il quadro di minacce e tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, divisi da mesi sulla questione delle sanzioni contro Pyongyang.

L’agenzia di stampa statale, KCNA, ha lodato la visita di Trump, sostenendo che i due leader riprenderanno presto i dialoghi per imprimere una “nuova svolta” nella denuclearizzazione della penisola e nelle relazioni tra i due Paesi. Ciononostante, permangono ancora alcuni dubbi importanti, ad esempio se debba venire prima la normalizzazione dei rapporti o la questione del nucleare e a quanto la Corea del Nord sia effettivamente disposta a rinunciare.

Al momento, più dell’80% dell’economia della Corea del Nord risulta afflitta da sanzioni. Il vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, che sarà il terzo tra i due Paesi, è previsto presumibilmente per la fine dell’anno. Tali incontri sono finalizzati a indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, avvenuto per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione.

Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale.

La Corea del Nord, il 4 maggio, aveva lanciato numerosi vettori a corto raggio dalla costa orientale in direzione del mar del Giappone, in un clima di rinnovate tensioni dopo lo stallo delle trattative con Washington per la denuclearizzazione. Un secondo test con missili a corto raggio era stato effettuato il 9 maggio. I missili testati hanno seguito una traiettoria a bassa quota e le autorità americane, insieme a quelle di Seul, hanno sospettato che si trattasse di “missili balistici”. Un’esercitazione militare con tali armamenti sarebbe risultata nella violazione di alcune risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare. Il fine ultimo di questo lungo percorso per Seul e Washington è la totale de-nuclearizzazione del regime di Kim Jong-un. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.