UE-Mercosur: raggiunto accordo dopo vent’anni di negoziati

Pubblicato il 1 luglio 2019 alle 9:30 in America Latina Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione europea e il Mercosur hanno raggiunto un accordo di libero scambio dopo una trattativa durata 20 anni. Un negoziato avviato alla fine degli anni ’90 per volontà del brasiliano Fernando Henrique Cardoso e dello spagnolo José María Aznar e bloccatosi continuamente tra veti incrociati e polemiche. Un negoziato interrotto per anni e riavviato nel 2016 su pressione dei presidenti di Brasile, Argentina e Paraguay che hanno superato l’opposizione del quarto membro del Mercosur, l’Uruguay, favorevole a un accordo con la Cina e unico paese latinoamericano ad essere entrato nella Nuova via della seta lanciata da Pechino. Sul lato europeo sono state Spagna e Germania a vincere le resistenze della Francia, che sin dai tempi della presidenza Chirac si opponeva all’accordo per timore della concorrenza dei prodotti agropecuari sudamericani. 

L’accordo è stato raggiunto venerdì 28 giugno tra Bruxelles e Osaka e reso noto il sabato 29, nel prosieguo dell’ultimo round negoziale iniziato informalmente a margine del vertice FAO a Roma il 24 giugno scorso e continuato formalmente a Bruxelles nei giorni successivi, tanto che numerosi ministri brasiliani e argentini hanno disertato il vertice giapponese.

L’accordo di partnership strategica “implica l’integrazione di un mercato di 800 milioni di abitanti, quasi un quarto del PIL mondiale e con più di 100 miliardi di dollari di commercio bilaterale di beni e servizi” – ha detto il presidente argentino Mauricio Macri, che ha ammesso di essere “ossessionato” dal mettere la sua firma su questo accordo da quando, tre anni e mezzo fa, è arrivato alla presidenza del paese.

Macri, presidente pro-tempore del Mercosur, che oltre all’Argentina include Brasile, Uruguay e Paraguay, è stato il grande promotore dell’accelerazione dei negoziati. C’era una finestra di opportunità che non sarebbe durata a lungo, ammettono fonti del governo di Buenos Aires, perché Jair Bolsonaro era disposto a firmare quello che non hanno voluto firmare i governi del Partito dei Lavoratori di Lula e Dilma Rousseff, e Emmanuel Macron, come tutti i presidenti francesi prima di lui, fortemente dipendente dalla lobby agricola, ha creato un rapporto di fiducia con il presidente argentino che ha permesso di superare le storiche resistenze di Parigi.

Ecco perché gran parte dei ministri argentini e brasiliani erano assenti dal vertice del G20 a Osaka avendo preferito  rimanere a Bruxelles per chiudere gli ultimi dettagli della faticosa trattativa con le loro controparti europee. Così, Macri e Bolsonaro hanno partecipato via WhatsApp al round finale dei negoziati e hanno sfruttato della vicinanza fisica a leader europei come Macron, Merkel, Conte e Sánchez.

“Grande giorno” – ha twittato il presidente brasiliano alla notizia dell’accordo, mentre il suo omologo argentino ha condiviso il whatsapp-audio di 33 secondi inviatogli dal ministro degli Esteri Jorge Faurie da Bruxelles, che fra le lacrime comunciava: “Mi congratulo con il presidente… sotto la sua presidenza è stato raggiunto… Venti anni di negoziati. Abbiamo un accordo UE-Mercosur”.

Secondo il quotidiano argentino La Nación , Macri ha dormito pochissime ore tra giovedì e venerdì ad Osaka per portare a termine l’ultima mediazione. Il suo ultimo sforzo consisteva nel mediare tra Macron e Bolsonaro, due leader molto ideologici e personalisti. “Macron aveva avvertito ieri che non era disposto a firmare l’accordo commerciale se il governo brasiliano avesse insistito per ritirare il suo paese dall’accordo di Parigi contro il cambiamento climatico” – spiega il quotidiano argentino.

“In buona armonia con entrambi, il presidente Macri ha proposto di tenere una riunione a porte chiuse per definire le posizioni ed evitare che i negoziati a Bruxelles fallissero” – spiega la testata bonaerense. Così i tre si sono separati dal resto dei leader per parlare da soli e allentare le tensioni”. Macri, che cerca la rielezione il prossimo 27 ottobre, ottiene un successo politico di rilevanza globale e vede ricompensata la sua politica di apertura dell’Argentina ai mercati globali in una fase di ritorno di politiche protezioniste.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.