Nigeria: proteste contro la milizia civile che contrasta Boko Haram

Pubblicato il 1 luglio 2019 alle 18:43 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Oltre 2000 persone hanno manifestato, domenica 30 giugno, nel Nord-Est della Nigeria, per condannare le esecuzioni extragiudiziali e gli abusi commessi dai membri della Task Force civile congiunta (CJTF) che combatte contro i militanti di Boko Haram. La CJTF si è formata nel 2013, inizialmente come gruppo di volontari, e si è poi espansa, collaborando con l’esercito nigeriano e intensificando le sue azioni contro i terroristi situati nell’area di Maiduguri, epicentro dell’organizzazione jihadista. I membri della Task Force, diventata una vera e propria milizia civile, sono spesso accusati di rapimenti, violenza sessuale, esecuzioni di massa e reclutamento di bambini-soldato.

Secondo quanto riferito da uno dei manifestanti presenti durante le proteste di domenica, “gli uomini della milizia devono essere banditi dalla città di Maiduguri perché le loro azioni provocano troppe sofferenze per la popolazione nigeriana”. “Loro fanno la legge, ci maltrattano e ora ci uccidono anche”, ha continuato l’uomo, intervistato dal quotidiano Agence France Press. Alcuni uomini della CJTF hanno provato a disperdere la folla agitando bastoni. Decine di nigeriani sono stati arrestati, ma ciò non ha impedito ai manifestanti di spostarsi altrove e continuare a protestare.

In merito all’uccisione, avvenuta qualche giorno prima, di un conducente di risciò che non si era fermato ad un posto di blocco messo in piedi durante il coprifuoco, gli uomini della Task Force civile hanno dichiarato che le motivazioni erano valide. “Il fatto che il conducente non si sia fermato al posto di blocco indica che era un terrorista di Boko Haram”, ha affermato Babakura Abba-Ali, leader del CJTF nel distretto di Suleimanti.

La Nigeria è una delle nazioni più influenti della regione occidentale dell’Africa e possiede l’economia più prosperosa di tutto il continente. Oltre a essere la principale produttrice di petrolio del continente, è settima al mondo in materia di produzione di gas naturale.

Tuttavia, il Paese è dilaniato dalla furia dei jihadisti di Boko Haram, gruppo fondamentalista nigeriano che da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e causato l’abbandono delle proprie case da parte di circa 2,6 milioni di cittadini. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, oltre al Camerun, anche il Niger e il Ciad, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nel corso del 2017, secondo le stime del Country Report on Terrorism del governo americano, Boko Haram e lo Stato islamico dell’Africa Occidnetale (ISWA) hanno compiuto complessivamente 276 attacchi, che hanno causato 1278 morti e 949 feriti, posizionandosi al quinto posto nella lista delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo dopo ISIS, Talebani, al-Shabaab e il Partito Comunista indiano. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.