Malesia: scandalo per le dichiarazioni sui campi cinesi per gli uiguri

Pubblicato il 1 luglio 2019 alle 17:43 in Cina Malesia

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Il ministro degli Affari Religiosi della Malesia è stato fortemente criticato, lunedì 1° luglio, per le dichiarazioni rilasciate riguardo a un campo cinese dove è detenuta la minoranza musulmana Uiguri. 

Il ministro malese ha definito i campi “istituti di formazione professionale”, durante una visita in Cina di 7 giorni, in cui le autorità malesi avevano visitato una di queste strutture. Sulla pagina Facebook del ministro, secondo quanto riferisce il quotidiano The New Arab, è stata pubblicata una foto di alcune persone sedute ai banchi in un’aula. L’immagine, pubblicata il 26 giugno, era accompagnata da una didascalia: “visita ad un istituto di formazione professionale” per la comunità etnica uiguri nella regione dello Xinjiang. Amnesty International ha dichiarato che l’organizzazione è rimasta “profondamente delusa” dalle osservazioni delle autorità malesi. 

Gli uiguri sono un’etnia turcofona di religione islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han, e costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione. Sin dagli anni ’90, i membri dell’etnia avevano avviato un’attività indipendentista, che tuttavia è sempre stata repressa dalla Repubblica Popolare Cinese. Pechino ha quindi attuato azioni di soppressione culturale, repressione religiosa e discriminazioni contro la popolazione. Migliaia di uiguri musulmani sono attualmente detenuti in quelli che la Cina ha definito “campi di rieducazione politica”, nella regione occidentale del Xinjiang. 

La Cina è accusata di aperte violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione uiguri, in particolare di torture ai danni dei detenuti e di controllo oppressivo della religione e della cultura uigure. Pechino, da parte sua, respinge ogni accusa. Nel corso degli anni, centinaia, plausibilmente migliaia, di cittadini cinesi uiguri sono fuggiti dallo Xinjiang viaggiando clandestinamente attraverso il Sud-est asiatico per arrivare in Turchia. Le autorità cinesi, di rimando, accusano gli estremisti separatisti in seno alla minoranza degli uiguri di ordire attacchi contro la maggioranza Han che vive nella restante parte territorio settentrionale di Xinjiang e in altre parti della Cina.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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