L’Iran supera il limite di uranio arricchito e viola l’accordo sul nucleare

Pubblicato il 1 luglio 2019 alle 16:37 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Iran ha superato il limite sulla quantità di uranio arricchito fissata dall’accordo sul nucleare del 2015, violando gli avvertimenti della comunità internazionale e dell’Unione Europea. Lo ha riferito direttamente il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, in un’intervista all’agenzia di stampa ISNA, lunedì 1 luglio: “L’Iran ha oltrepassato il limite di 300 chilogrammi previsto dall’accordo”, ha dichiarato il ministro. Più tardi, la stessa notizia è stata confermata dall’Osservatorio atomico delle Nazioni Unite: “Possiamo confermare che il direttore generale dell’IAEA, Yukiya Amano, ha informato il Consiglio dei Governatori che l’Agenzia ha verificato, in data 1 luglio, che le scorte di uranio arricchito possedute dall’Iran hanno superato il limite stabilito dall’accordo”, ha detto un portavoce dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica (IAEA) in una dichiarazione.

La mossa segna la prima grande violazione delle regole dell’accordo compiuta dall’Iran a poco più di un anno dall’uscita unilaterale degli Stati Uniti dal patto, l’8 maggio 2018. Gli alti funzionari iraniani e le parti rimaste dell’accordo, che sono Cina, Francia, Germania, Regno Unito e Russia, si sono incontrate a Vienna il 28 giugno, con l’obiettivo di salvare l’accordo sul nucleare del 2015. Tuttavia, dal momento che questi Stati hanno una limitata capacità di proteggere l’economia iraniana dalle sanzioni statunitensi, è stato difficile per loro convincere Teheran a rimanere nell’intesa. Perciò, anche quest’ultima possibilità, che era l’incontro di Vienna, non è riuscita a salvare l’accordo.

Il Joint Comprehension Plan of Action (JCPA) era stato firmato il 14 luglio 2015 a Vienna da Iran, Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Regno Unito e Germania. L’intesa prevedeva la revoca delle sanzioni internazionali imposte alla Repubblica Islamica, in cambio dell’impegno di quest’ultima a limitare il suo programma nucleare. Secondo l’amministrazione Trump, tuttavia, l’accordo non è riuscito a privare l’Iran dei mezzi necessari per sviluppare un’arma atomica e nemmeno ad interrompere la sua ingerenza sui Paesi vicini del Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è ritirato dall’accordo sul nucleare, l’8 maggio e ha, di conseguenza, reimposto le sanzioni sul Paese, il 7 agosto, ai danni di 3 importanti settori dell’economia iraniana: quello siderurgico, quello automobilistico e quello finanziario.

In particolare, le misure restrittive limitano l’accesso alle materie prime e alle parti essenziali e colpiscono le transazioni in dollari, rial, oro e metalli preziosi. Per superare tale problema, il 31 gennaio 2019, Germania, Francia e Gran Bretagna avevano stabilito un meccanismo europeo per facilitare il commercio con l’Iran, non basato sui dollari. Il suo nome era INSTEX, Strumenti di Supporto per gli Scambi Commerciali, e aveva lo scopo di consentire scambi con Teheran nonostante le limitazioni americane. Tuttora, tale meccanismo non è ancora operativo poiché l’Iran non è ancora riuscito a completare una serie di passaggi necessari al suo funzionamento.

Il clima di tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran diventa sempre più pericoloso. Giovedì 20 giugno, Trump  aveva ordinato un attacco contro l’Iran, in risposta all’abbattimento di un drone americano nello Stretto di Hormuz, avvenuto lo stesso giorno, ma poche ore prima del lancio dell’operazione, venerdì 21 giugno, aveva poi cambiato idea e deciso di annullare l’offensiva, spiegando su Twitter che non intendeva causare vittime sul suolo iraniano. Teheran si era difeso sostenendo che il drone si trovasse nello spazio aereo iraniano e volasse sopra la provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo strategico Stretto, tuttavia Washington ha continuato a rigettare la versione iraniana e ha ribadito che il velivolo stava attraversando un’area compresa nello spazio aereo internazionale.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.