Incidente missilistico tra Siria e Israele: attacco su Cipro

Pubblicato il 1 luglio 2019 alle 13:48 in Cipro Israele Siria

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Un missile sospetto ha colpito il territorio settentrionale di Cipro, lunedì 1 luglio, sfiorando la capitale Nicosia e schiantandosi sul fianco di una montagna. Le autorità ritengono che il razzo, di manifattura russa, faccia parte del sistema di difesa siriano e sia stato lanciato da Damasco in risposta ad un attacco aereo di Israele. Sembrerebbe che si sia trattato di un incidente e che, in realtà, l’obiettivo dovesse essere una postazione israeliana. Questa è la versione sostenuta dal vice-primo ministro e ministro degli Esteri turco-cipriota, Kudret Ozersay, il quale, in merito all’accaduto, ha dichiarato: “La prima valutazione rivela che un missile, fabbricato in Russia e facente parte del sistema di difesa aerea siriano, sia stato lanciato, la scorsa notte, come risposta ad un attacco aereo contro la Siria e, dopo aver perso il suo obiettivo, si sia abbattuto sul nostro Paese”.

L’esplosione è avvenuta intorno all’una di notte nella regione di Tashkent, conosciuta anche come Vouno, circa 20 km a Nord-Est di Nicosia. Lo schianto, benché sia stato avvertito a diverse miglia di distanza dal luogo dell’impatto, non ha provocato alcuna vittima. Nello stesso momento, un attacco aereo israeliano era stato lanciato contro il territorio siriano. I media di Damasco hanno dunque riferito che le forze di sicurezza avevano lanciato il missile in una controffensiva contro Israele.

Cipro è un’isola situata a Ovest della Siria. Aerei da guerra israeliani colpiscono di frequente le postazioni militari siriane ad Homs, lontana circa 310 chilometri da Nicosia. L’incidente di oggi, tuttavia, farebbe entrare per la prima volta il territorio di Cipro nel mirino delle operazioni militari del Medio Oriente e in quelle della guerra siriana.

Un analista militare greco-cipriota, Andreas Pentaras, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che l’oggetto dell’attacco sarebbe un missile S-200 di fabbricazione russa, il quale possiede un raggio di azione che arriva fino a 400 chilometri. “Una valutazione delle immagini che sono state rese pubbliche mostra la base delle sue ali. C’è una scritta russa su di esse, quindi ciò suggerisce che si tratti di un missile fatto in Russia. La Siria usa missili di fabbricazione russa, quindi potrebbe essere un S-200”, ha detto Pentaras, che è anche un generale dell’esercito in pensione. Questo tipo di missili è progettato per esplodere in aria qualora non dovesse colpire l’obiettivo. Anche nel caso dell’esplosione su Cipro avvenuta lunedì 1 luglio, si ritiene che il missile sia saltato in aria prima di impattare sulla terra perché non ci sono stati crateri ma solo frammenti atterrati in diversi punti del suolo.

Negli ultimi anni Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei suoi confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Non da ultimo, il 3 giugno, il regime siriano ha annunciato di essere stato colpito da un attacco missilistico, rivendicato da Israele, che ha interessato l’aeroporto militare della provincia di Homs, nell’Ovest della Siria.

Nella cornice del conflitto in Siria, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011, i dissidenti del regime controllano gran parte della provincia Nord-occidentale. Qui vivono circa 3 milioni di persone ma la metà è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’Iran ed Hezbollah combattono al fianco del presidente e Israele li ha accusati di voler trasformare la Siria in un nuovo fronte volto ai suoi danni.

Le tensioni con Israele hanno avuto inizio con la guerra mediorientale del 1967, quando Damasco ha perso le Alture del Golan ed il territorio è passato sotto il dominio di Israele. L’altopiano è stato, poi, annesso unilateralmente da Israele nel 1981. Tale mossa non è stata riconosciuta da gran parte della comunità internazionale, tranne che da alcuni alleati come gli USA. Dallo scoppio del conflitto siriano, con l’intervento della Russia e dell’Iran, è aumentata la pressione nei confronti del governo israeliano verso un suo ritiro dalla Alture del Golan, considerate una zona critica per la sicurezza della regione.
Tuttavia, il 25 marzo 2019, gli USA hanno riconosciuto ufficialmente la piena sovranità israeliana in tale area, con un decreto firmato dal presidente americano, Donald Trump.

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Chiara Gentili

di Redazione

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