Libia: ministro degli Esteri italiano definisce Haftar un “interlocutore imprescindibile”

Pubblicato il 30 giugno 2019 alle 17:31 in Italia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, in conferenza stampa con l’inviato speciale dell’ONU in Libia, Ghassan Salamé, ha definito il generale libico Khalifa Haftar, uomo forte del governo di Tobruk, un “interlocutore imprescindibile”. 

“Haftar resta uno dei protagonisti dello scenario libico, un interlocutore imprescindibile. Come governo italiano siamo convinti della necessità di un dialogo inclusivo con tutti i protagonisti”, ha affermato Moavero, al termine di un incontro con l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia a Roma, nella giornata di venerdì 28 giugno. Salamé, da parte sua, ha commentato che, nel conflitto, non si sceglie i propri avversari, aggiungendo: “Anche se a volte si preferisce averne altri”. L’inviato ONU ha poi aggiunto: “Se siete a Tripoli, colui che vi troverete di fronte è il maresciallo Haftar, e allora dovete affrontare la realtà per com’è”. La conferenza stampa ha fatto seguito a una riunione a cui hanno preso parte i rappresentanti di 6 Paesi interessati alla situazione regionale libica: Italia, Francia, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Stati Uniti e Gran Bretagna. Moavero ha definito l’incontro “molto utile”, e ha spiegato che nella sessione tutte le parti in causa hanno confermato la volontà condivisa di “ritrovare la via del dialogo”, a suo dire unica strada percorribile sul lungo periodo, e “far tacere le armi e riportare la ragionevolezza in una situazione estremamente difficile”.

Infine, il ministro degli Esteri italiano ha concluso che il suo Paese sostiene l’iniziativa avviata dal premier tripolino, Fayez al-Sarraj, a capo del Governo di Accordo Nazionale (GNA) internazionalmente riconosciuto, e volta a organizzare una conferenza di pace. In quest’ottica, Moavero ha sottolineato che Roma sostiene “ogni iniziativa che serva per ristabilire il dialogo”. Nei giorni precedenti, al-Sarraj aveva presentato il piano di pace in questione, tuttavia aveva escluso la possibilità di dialogo con il maresciallo di Tobruk.

Il 4 aprile, Haftar, dopo aver conquistato la regione instabile del Fezzan, nel Sud del Paese, ha sferrato un attacco contro Tripoli, avviando un’offensiva che è ancora in corso. Da parte sua, il governo della capitale ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, iniziata il 7 aprile e finalizzata ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’Esercito Nazionale Libico di Haftar (LNA). Dal 4 aprile ad oggi, gli scontri di Tripoli hanno causato la morte di 691 persone, tra cui 41 civili, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il numero dei feriti ammonta a 4.012, di cui 135 sono civili. Inoltre, oltre a circa 94.000 libici sono state costrette ad abbandonare la città,a causa delle violenze.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

 

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.