Afghanistan: talebani uccidono 8 soldati e 8 funzionari della commissione elettorale

Pubblicato il 30 giugno 2019 alle 12:20 in Afghanistan Asia

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Militanti talebani hanno ucciso 8 funzionari della commissione elettorale afghana, nella notte di sabato 29 giugno, nel centro distrettuale della provincia di Kandahar, nel sud del Paese; separatamente, altri membri del gruppo islamista hanno ucciso 8 soldati afghani.

Gli 8 impiegati della Commissione Elettorale Indipendente si trovavano nell’ufficio governativo del distretto Maruf ed erano intenti a registrare i votanti quando alcuni combattenti del gruppo islamista hanno scagliato l’attacco, poi rivendicato ufficialmente dalla fazione. Qari Yousuf Ahmadi, un portavoce talebano,  ha riferito che oltre agli 8 uomini sono stati uccisi anche 57 membri delle Forze di Sicurezza e Difesa Nazionale Afghana  (ANDSF). In aggiunta a ciò, nella medesima offensiva, Ahmadi ha reso noto che i talebani avrebbero fatto 11 prigionieri e si sarebbero impossessati di 5 veicoli e una vasta serie di armi. Tali affermazioni sono state ridimensionate dal governo nazionale, che ha sottolineato l’esagerazione, da parte degli islamisti, del bilancio delle vittime. Qaseem Azad, un segretario della polizia di Kandahar, ha confermato che le forze afghane hanno sofferto perdite, ma non ha saputo fornire una stima precisa.

Separatamente, sempre nella giornata di sabato 29 giugno, alcuni talebani hanno ucciso 8 soldati afghani e ne hanno feriti altrettanti durante un’incursione contro un checkpoint militare situato nel distretto di Balabulak, nella provincia di Farah, nell’Afghanistan occidentale. A darne notizia è stato Mahmood Naemi, il vice presidente del consiglio locale di Farah. L’uomo ha aggiunto che gli scontri di terra tra le fazioni in lotta sono continuati fino alla giornata di domenica, quando le forze governative afghane sono intervenute con alcuni raid aerei, nei quali sono rimasti uccisi “molti talebani”.

In questo contesto, si sono svolti, sabato 29 giugno, i colloqui di pace tra talebani e Stati Uniti a Doha, in Qatar. I dettagli non sono ancora noti, ma i negoziati, che rappresentano il settimo round di incontri tra le due parti, avrebbero dovuto vertere sul ritiro delle truppe americane dall’Afghanistan e sul progressivo arresto degli attacchi terroristici nel Paese, con lo scopo di raggiungere la firma di un trattato di pace, in discussione da ottobre 2018, che metta fine a 18 anni di guerra.

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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