Libia: governo di Tobruk blocca tratta Libia-Turchia via cielo e via mare

Pubblicato il 29 giugno 2019 alle 11:06 in Libia Turchia

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Le forze del governo libico di Tobruk, fedeli al generale Khalifa Haftar, hanno imposto sia il divieto di voli commerciali dalla Libia alla Turchia, sia l’attracco di imbarcazioni turche nei porti del Paese nordafricano.

Ad annunciarlo è stato un portavoce delle forze di Tobruk, Ahmed Mismari, nella giornata di venerdì 28 giugno. L’uomo ha spiegato che ogni velivolo che tenterà di atterrare nella capitale, Tripoli, verrà considerato “ostile”, e che lo stesso trattamento verrà riservato a ogni nave che proverà ad attraccare nei porti libici. Mismari ha altresì affermato che le forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) attaccheranno ogni tipo di presenza militare turca sul territorio. 

Ankara sostiene il governo libico internazionalmente riconosciuto, avente come capitale Tripoli, e la Turchia ha fornito droni e veicoli alle forze alleate al primo ministro tripolino, Fayez al-Serraj, durante il contrattacco con cui le sue forze hanno respinto la campagna di Haftar, in corso da tre mesi e volta a conquistare la città. Le unità dell’LNA, che hanno ricevuto le prime sconfitte via terra, ma che conservano al momento la superiorità militare aerea, hanno invece ricevuto il supporto degli Emirati Arabi Uniti e dell’Egitto.

Mismari ha inoltre riferito che le forze della Libia orientale hanno perso 43 soldati nella battaglia disputatasi nella cittadina di  Gharyan, riconquistata dalle forze tripoline mercoledì 26 giugno. L’indomani, le forze alleate del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, riconosciuto dall’ONU, hanno riferito di aver riconquistato la città strategica, situata 80 km a sud-est della capitale; Gharyan è una base avanzata dell’Esercito nazionale libico (LNA), dove giungevano armi, unità militari e munizioni. È lì che ha avuto inizio la campagna delle forze orientali. Haftar, tuttavia, ha negato l’accaduto, sostenendo che la situazione è sotto controllo e che i combattimenti continuano ancora. L’LNA detiene ancora il controllo della cittadina di Tarhouna, anch’essa a sud-est di Tripoli, e seconda posizione strategica per la campagna militare contro il governo internazionalmente riconosciuto.

La campagna contro la capitale è stata lanciata da Gharyan e da Tarhunah. Se ad Haftar fosse effettivamente rimasta una sola città nella Libia occidentale, potrebbe essere un duro colpo per il suo esercito. Nel frattempo, anche a sud di Tripoli, il comandante di Tobruk starebbe perdendo alcuni punti chiave, come vecchi aeroporti inattivi o i quartieri di Ain Zara e Khallat Farjan.

Il generale Khalifa Haftar, dopo aver preso parte alle rivolte contro l’ex dittatore Muammar Gheddafi, è emerso nel maggio 2014 al momento del lancio dell’Operation Dignity, un’offensiva per liberare la Libia ed eliminare tutti gruppi armati e i militanti estremisti. Dopo una rapida avanzata da est verso i territori meridionali, Haftar è risalito a nord e ha conquistato Gharyan il 2 aprile, due giorni prima dell’operazione contro la capitale, dove è situato il Governo di Accordo Nazionale.

L’attacco contro Tripoli è stato sferrato il 4 aprile e l’offensiva è ancora in corso. Da parte sua, il governo della capitale, presieduto da Fayez al-Serraj, ha risposto con l’operazione “Vulcano di rabbia”, iniziata il 7 aprile e finalizzata ad “eliminare da tutte le città libiche gli aggressori e le forze illegittime”, oltre a difendere la capitale dall’avanzata dell’Esercito Nazionale Libico di Haftar (LNA). Dal 4 aprile ad oggi, gli scontri di Tripoli hanno causato la morte di 691 persone, tra cui 41 civili, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il numero dei feriti ammonta a 4.012, di cui 135 sono civili. Inoltre, oltre a circa 94.000 libici sono state costrette ad abbandonare la città, a causa delle violenze.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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