USA: ex segretario di Stato accusa Kushner di aver tramato alle sue spalle

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 11:24 in USA e Canada

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L’ex segretario di Stato USA, Rex Tillerson, ha affermato che il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, ha condotto spesso attività diplomatiche alle sue spalle, durante il suo mandato.  

Tillerson, che è stato sollevato dall’incarico da Trump, nel marzo 2018, ha raccontato di una serie di incidenti istituzionali di fronte alla Commissione Esteri della Camera, il 21 maggio 2019. Tali eventi coinvolgevano direttamente Jared Kushner. Le informazioni a questo riguardo sono state riportate dal quotidiano Al-Jazeera English, che cita la trascrizione di dell’udienza di fronte al Congresso USA, resa pubblica il 20 giugno.

L’ex diplomatico e amministratore delegato di ExxonMobil racconta di essere stato spesso marginalizzato dal genero del presidente. Una sera, Tillerson si trovò a cenare nello stesso ristorante in cui Kushner e il segretario degli Affari Eesteri messicano, Luis Videgaray, stavano tenendo un colloquio privato. Tillerson ha raccontato che non era stato nemmeno informato del fatto che la sua controparte messicana si trovava nella capitale degli Stati Uniti e che stava cenando con un altro membro dell’esecutivo. “E ho detto: ‘Non voglio interrompere quello che state facendo “, ha riferito Tillerson alla Commissione. “E ho aggiunto ‘fammi una chiamata la prossima volta che vieni in città’. E li ho lasciati”, ha raccontato.

Tillerson ha anche dichiarato di essere stato colto alla sprovvista, insieme all’allora Segretario alla Difesa, Jim Mattis, quando l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain hanno imposto un blocco al Qatar, il 5 giugno 2017. Invece, Kushner e un altro consigliere di Trump, Steve Bannon, erano stati informati del blocco più di due settimane prima, il 20 maggio, durante una cena segreta con i leader dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. Tillerson ha poi riferito di aver incontrato rappresentanti di tutti e 4 i Paesi interessati, “cercando di persuaderli che tale politica era molto dannosa per la sicurezza nella regione”. In risposta, i regnanti sauditi e degli Emirati Arabi Uniti non gli hanno comunicato che i loro governi avevano precedentemente avvertito gli Stati Uniti dei piani relativi al blocco.

Interrogato sulla relazione tra Kushner e il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, Tillerson ha dichiarato che “c’era molta comunicazione tra loro due” e che il genero di Trump si è recato numerose volte nel Regno e in altre aree del Medio Oriente, senza consultare le ambasciate degli Stati Uniti. Trump aveva annunciato che avrebbe nominato Tillerson, allora direttore esecutivo della Exxon Mobil, come segretario di Stato il 13 dicembre 2016. La sua nomina era stata vista un esperimento da molti fin dall’inizio, dal momento che mai prima di quel momento era stato scelto un segretario di Stato che non avesse alcuna esperienza governativa, politica o militare precedente. A fine novembre 2017, era circolata la notizia sui media americani, secondo cui la Casa Bianca stesse valutando se sostituire Tillerson con Pompeo. Quest’ultimo, invece, era divenuto direttore della CIA il 23 gennaio 2017, a pochi giorni di distanza dall’insediamento di Trump alla Casa Bianca, sostituendo John Brennan.

Il New York Times aveva riportato che il piano per rimpiazzare il segretario di Stato era stato elaborato dal  capo di Stato maggiore, John Kelly, e che sarebbe dovuto essere attuato entro l’inizio del 2018. Le motivazioni della decisione, ad avviso del quotidiano americano, erano presumibilmente legate alle tensioni emerse tra Tillerson e Trump su diverse questioni, tra cui il patto nucleare iraniano, che il presidente aveva de-certificato il 13 ottobre 2017, e la crisi con la Corea del Nord. All’epoca, molti ufficiali avevano riferito che il rimpiazzo di Tillerson con Pompeo avrebbe potuto portare ad un cambiamento netto. Nonostante molti diplomatici siano stati delusi dalle decisioni e dal comportamento di Tillerson, lo hanno sempre considerato una figura pragmatica. Pompeo, al contrario, adotterebbe posizioni più rigide nei confronti dell’Iran e della Corea del Nord e, secondo alcuni ufficiali, la sua nomina potrebbe portare alla creazione di un messaggio pubblico più consistente circa la politica estera dell’amministrazione Trump.

In seguito all’annuncio di Trump, Pompeo ha emesso un comunicato in cui ha affermato di essere stato onorato di aver lavorato per la CIA, e di essere grato al presidente avergli dato l’opportunità prima di essere direttore dell’agenzia, e poi di ricoprire la carica di segretario di Stato. “La sua leadership ha reso l’America più sicura e non vedo l’ora di rappresentare lui e il popolo americano di fronte al resto del mondo per la futura prosperità del nostro Paese”, aveva affermato Pompeo con riferimento a Trump.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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