NATO: i temi caldi della riunione dei ministri della Difesa a Bruxelles

Pubblicato il 28 giugno 2019 alle 16:51 in NATO

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I ministri della Difesa di tutti i Paesi NATO si sono incontrati il 26 e 27 giugno a Bruxelles. Tra i temi più rilevanti: il mancato rispetto da parte della Russia del trattato INF e l’aumento della spesa nel settore della Difesa.

“Continuiamo a sollecitare la Russia a tornare a una piena e verificabile conformità”, ha affermato il Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg. Quest’ultimo ha sottolineato che la Russia non rispetta gli obblighi del trattato INF, che regola l’utilizzo delle “Forze Nucleari a raggio Intermedio”, firmato a Washington l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbacev. La Russia continua a produrre e dispiegare missili SSC-8, secondo l’Alleanza. Quindi la NATO si sta preparando a un eventuale ritiro dall’accordo. “I ministri hanno concordato oggi che la NATO metterà in atto una risposta, se la Russia non tornerà alla conformità”, ha minacciato Stoltenberg. Il segretario generale ha sottolineato che esiste ancora la possibilità di salvare il trattato. Tale messaggio sarà trasmesso a Mosca in occasione di una riunione del Consiglio NATO-Russia, che si terrà la prossima settimana.

I ministri hanno poi discusso i progressi in materia di condivisione equa degli oneri all’interno dell’Alleanza e il tema della spesa in armamenti. “Oggi pubblichiamo per la prima volta le cifre relative alle spese per la Difesa del 2019 e posso annunciare che il vero aumento è del 3,9% tra gli alleati europei e il Canada”, ha affermato il Segretario generale. Stoltenberg ha poi sottolineato che gli alleati si sono impegnati per cinque anni consecutivi nell’aumentare la crescita di tale valore. “Entro la fine del prossimo anno, gli alleati europei e il Canada avranno aggiunto un totale complessivo di oltre 100 miliardi di dollari dal 2016”, ha sottolineato.

In occasione dell’apertura del precedente summit della NATO a Bruxelles, che ha avuto luogo l’11 giugno 2018, il presidente USA, Donald Trump, aveva provocato gli alleati europei, sostenendo che il loro obiettivo di spendere il 2% del PIL per la Difesa dovesse essere raddoppiato. Molti Paesi europei, tuttavia, non raggiungono ancora tale livello di spesa nel settore. L’Italia, per esempio, ha speso 25 miliardi di euro per la Difesa nel 2018, una cifra pari all’1,4% del PILPer conoscere l’ammontare relativo al 2019 è necessario attendere la pubblicazione del Documento programmatico pluriennale 2019-2021 del ministero della Difesa. Il testo svelerà i programmi di spesa militare dell’Italia per i prossimi anni e le relative coperture finanziarie.

A tale proposito, il 13 giugno, il ministero dello Sviluppo Economico aveva annunciato lo sblocco di circa 7,2 miliardi di euro di investimenti relativi ai programmi del settore Difesa. Inoltre, in una nota integrativa alla Legge di Bilancio 2019, e in riferimento al triennio 2019-2021, la Farnesina aveva comunicato l’intenzione di programmare la spesa nel settore sulla base di una serie di “priorità politiche”. Tra quelle citate: la sicurezza dello Stato nella regione euro-mediterranea e il rafforzamento del ruolo di guida dell’Italia “nelle attività di proiezione di stabilità nel fianco Sud della NATO e dell’Europa”. 

Tornando all’incontro di Bruxelles, sempre il 26 giugno, i ministri degli Esteri NATO hanno dibattuto anche sul tema delle implicazioni per la sicurezza delle nuove tecnologie, insieme all’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, e alle controparti di Finlandia e Svezia. “Le nuove tecnologie sollevano sfide e opportunità per tutti noi, e questo potrebbe essere un settore promettente per la futura cooperazione NATO-UE”, ha dichiarato il segretario generale NATO, a tale proposito. Il 27 giugno, è stata invece discussa la politica di deterrenza e difesa rafforzata dell’Alleanza e la politica spaziale globale. “La NATO può fungere da forum chiave, riunendo gli alleati perchè questi possano condividere capacità e informazioni”, ha affermato il segretario generale.

Anche l’Afghanistan è stato un tema caldo dell’incontro del 27 giugno, dati gli attuali colloqui tra gli attori nazionali e internazionali per pacificare il Paese. “Mentre la situazione della sicurezza rimane seria, vediamo un’opportunità unica per la pace”, ha dichiarato Stoltenberg, riferendosi al Paese asiatico. Gli alleati della NATO sostengono pienamente gli sforzi degli Stati Uniti per raggiungere una soluzione in Afghanistan e hanno ribadito che l’impegno costante dell’Alleanza, sia tramite le forze armate sia con finanziamenti, è fondamentale per creare le condizioni per la stabilità di tale realtà.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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